Qualche giorno fa sono stato ad un pranzo di piacere con altri manager di società IT Ticinesi e durante la discussione (praticamente monopolizzata dai miei vaneggiamenti sul fantomatico 2.0 con tanto di rivista Time sul tavolo) è emerso uno spunto interessante.
Una persona al tavolo faceva emergere il problema che fino a poco tempo fa i siti e le applicazioni web che realizzavano (senza alcuna progettazione dell’esperienza utente
) per i loro clienti Ticinesi coprivano perfettamente le loro aspirazioni di qualità , sia a livello funzionale che di appeal visuale, però ultimamente diversi clienti iniziavano a portare critiche verso quello che veniva fornito. Queste critiche nascevano su tutti gli aspetti del software fornito ma principalmente attraverso un raffronto verso applicativi del web 2.0 come Gmail o Flickr.
Il caso poteva essere isolato ma tutti i presenti hanno comunque riportato precedenti simili.
Mi è allora lampata una domanda per la mente: qual è il livello di qualità del web?
Mi sono immediatamente dato la risposta, anche con un certo senno temporale. Se infatti fino a pochi anni fa il livello di qualità che si aspettano gli utenti/clienti è dato dalla realtà locale oggi è dato dalla realtà globale. Dunque esiste un unico livello di qualità richiesto per l’intero web.
Questo implica che o le aziende si adattano portandosi a quel livello o nel lungo periodo non riusciranno più a soddisfare i loro clienti.

