Volevo rilanciare e discutere i tre scenari che ho proposto sabato al RItaliaCamp (prima di dovermene andare
)
Scenario 1: un turista americano vuole andare in vacanza in Italia ma non conosce l’italiano dunque è alla ricerca di contatti locali che parlino inglese e lo possano consigliare / supportare.
Scenario 2: lo stesso turista, trovato un contatto italiano, decide di partire per l’italia però vorrebbe vivere quest’avventura con altre persone americane (viaggio di gruppo, non organizzato) con cui potrebbe in seguito alla vacanza interlaciare dei rapporti e chiaramente dividere anche le spese.
Riflessione a questo punto: secondo me un portale del turismo ideale dovrebbe abilitare l’opportunitĂ di mettere in contatto le persone indigene e straniere della stessa lingua o con le stesse passioni permettendo così di creare nuovi contatti personali in tutto il mondo, contatti che negli anni possono mantenere una certa frequenza turistica verso determinati luoghi dove si sa di trovare dei conoscenti.
Scenario 3: Il turista americano una volta arrivato in Italia si affida alla migliore guida turistica possibile, l’indigeno del luogo, che lo porta “a spasso” per la cittĂ /paese/regione facendogli scoprire una quantitĂ immane di aneddoti e curiositĂ . L’opportunitĂ di visitare i vari luoghi e dunque “delegata” in parte all’amico italiano.
Riflessione: sempre secondo me il portale ideale dovrebbe sfruttare la conoscenza dei cittadini dei singoli ruoli per fare emergere il vero valore di un luogo. Se questo meccanismo virtuoso si instaurerebbe, per esempio con una wiki, si otterrebbe un effetto fenomenale di concorrenza tra i luoghi a livello contenutistico facendo così in teoria aumentare esponenzialmente la qualità degli stessi.
Che ne pensate?

