Stamattina ho tenuto la mia presentazione in remoto al wikimedia day svizzera trattando il tema degli user generated content nel web 2.0.
La mia presentazione è partita dal presupposto che il modello partecipativo e delle wiki si è già visto/pensato nel passato (eBay, Tim Berners Lee) e che la rete di oggi non rappresenta nient’altro che l’insieme dell’esperienze degli ultimi 10 anni che l’hanno portata alla maturità .
Dunque oggi ci sembra evidente che il modello partecipativo prevalga, ma come prevale? Di fatto ci troviamo con una rete dove l’1-4 % degli utenti produce informazione/valore lungo tutta la coda riempiendo così tutte le varie nicchie, però questo modello dal punto di vista dell’azienda/entità che ospita il servizio non rappresenta nient’altro che il principio di Pareto “rafforzato” dove pochi utenti creano quasi il 100% del valore.
Il problema dove sta? Sta nel fatto che questo 1-4% degli utenti deforma i gusti e le scelte del pubblico per quasi il 40% creando di fatto uno stato, non molto simpatico, di lobby.
Chiaramente la comunità non ama questi termini che però sono dati dal fatto che gli utenti non riescono ancora a comprendere bene le possibilità “attive” di questi strumenti o molto più semplicemente non li riescono ad usare visti i molti problemi di usabilità .
Dunque la sfida nei prossimi anni sarà quella di semplificare o reinventare in nuove forme questi strumenti e comunicarli meglio al mondo aumentando così la percentuale di utenti attivi e diminuendo così le barriere digitali.
Proprio in merito alla reinvenzione di questi strumenti consiglio a tutti gli utenti apple di provare PathWay, un software gratuito che permette di navigare wikipedia in maniera alternativa creandosi e salvandosi dei percorsi e delle ricerche tematiche nella piattaforma offrendo così un’esperienza utente su Wikipedia completamente nuova.



