Architettura ecologica

Segnalo un’interessante articolo (in inglese) che presenta una serie di progetti architettonici che tentano di coadiuvare un’architettura moderna e funzionale con una compatibilità ambientale ma sopprattutto con la capacità di produrre energia per auto-sostenere la struttura.

Skyscraper wind turbines

Questi progetti sono sicuramente di ispirazione in molteplici ambiti di design ma soprattutto portano una lezione: gli elementi che influenzano il design cambiano nel tempo sotto lo stimolo della società, dunque il design evolve

  1. clà

    ci avevano già pensato Wright e Xenaxis nel secolo scorso ;-)

  2. Cla devi perdonarmi l’ignoranza ma purtroppo le mie conoscenze di architettura non vanno oltregli ultimi 60 anni… ma quei due architetti avevano anche affrontato il tema energetico per esempio con mulini (ipotizzo)?

  3. cla

    cosa c’entra l’ignoranza? ;-) ti seguo proprio per colmare le mie immense lacune!
    Wright è stato il precursore dell’architettura organica (quella che si integra nella natura), Xenakis – prima di lasciare l’architettura per la musica, ha avuto tempo di immaginare di tutto e di più, anche grattacieli a iperboloidi alti 6000 metri del tutto autosufficienti.
    Ovviamente era l’epoca della visione dell’architettura che tutto risolve, chi vorrebbe abitare a 6000 metri?! manca ossigeno!
    Sui mulini non so nulla, ho lasciato la materia da tempo, però gli sforzi sulle strutture non sono da poco, vedo meglio i pannelli solari e fotovoltaici.
    se ti interessa l’architettura biologica, adesso tanto di moda, almeno 20 anni fa si iniziava a studiare le tecnologie tradizionali (tipo la volta catenaria nelle abitazioni Nubiane), fino ad arrivare alle soluzioni mediterranee, tipo cisterne per l’acqua piovana, edere sui muri per isolamento termico, mattoni in terra cruda, etc.
    è una storia lunga, ciao ;-) e grazie

  4. Grazie per le info :)

  5. Esempio che ho sotto agli occhi tutti i giorni: il “cetriolone” di Foster (http://en.wikipedia.org/wiki/30_St_Mary_Axe) – le fasce nere (lui dice) servono a veicolare le correnti d’aria calda/fredda e permettono alla struttura di risparmiare non poca energia.

    Altre esempi, questa volta di abitazioni “autosufficienti”, si trovano in galles (non trovo link sorry).

    Personalmente mi interessa di più il concetto di armonia ed eco-efficacia (del design in senso lato) più che di sufficienza energetica. Se ti interessa l’argomento ti consiglio Cradle2Cradle.

    P.S.: “architettoni” suona un po’ buffo eh… ;)

  6. cla

    mi trovo d’accordo sulla eco-efficacia; c’è da dire che design e architettura sono cose diverse e hanno storia diversa. solo per aggiungere un altro esempio, l’architettura “vernacolare”, sintetizzata da una frase di Ursula von Rydingsvard: “Ho studiato molto Giotto, in Italia. Ma, ancora più importanti, sono per me i villaggi di pescatori della Svezia occidentale, ad esempio. L’architettura “vernacolare”. Niente design. Soltanto le necessità delle persone sono in primo piano. E la geografia del luogo.”
    in teoria ma solo in teoria il design è nato proprio per venire incontro alle necessità delle persone, poi si è evoluto diversamente.

  7. cla

    ultimo esempio: il signor Rudofsky che già nel 1964 “sdogana” l’architettura senza architetti al MOMA ;-) (scusa l’invasione)

    http://www.architetturadipietra.it/wp/?p=1408

  8. mi trovo d’accordo sulla eco-efficacia; c’è da dire che design e architettura sono cose diverse e hanno storia diversa. solo per aggiungere un altro esempio, l’architettura “vernacolare”, sintetizzata da una frase di Ursula von Rydingsvard: “Ho studiato molto Giotto, in Italia. Ma, ancora più importanti, sono per me i villaggi di pescatori della Svezia occidentale, ad esempio. L’architettura “vernacolare”. Niente design. Soltanto le necessità delle persone sono in primo piano. E la geografia del luogo.”