NYtimes suggerisce articoli secondo la profilazione di Linkedin

Ho sempre pensato che il team che porta avanti Linkedin abbia un talento naturale nel comprendere come sfruttare al massimo i propri dati e l’ecosistema intorno a loro.

Ecco dunque emergere l’ennesima funzionalità realizzata con inteligenza. In collaborazione con NYTimes Linkedin incrocia le informazioni del proprio curricola con gli ultimi articoli pubblicati cercando così di fornire all’utente solamente articoli che potrebbero essere nel suo interesse professionale.

Questo utilizzo di dati cross-applicazione è molto curioso in quanto permette di mantenere “pulite” le caratteristiche funzionali dei due siti (nessuno cerca di fare ciò che fa l’altro) ma nello stesso tempo gli permette di offrire un determinato valore ai propri utenti.

Io penso che questo tipo di approccio sia vincente e replicabile anche con altri servizi e permette di evitare un pericolo concettuale che in italia conosciamo molto bene: il voler far tutto facendo perdere comprensibilità del servizio all’utente

  1. In queste settimane di irritante bulimia mediatica su facebook (invasa dall’orda) aumentano le conferme della bontà del team di linkedin, che già in tempi non sospetti, dava ottimi segnali nella capacità di far evolvere in modo gradule il network.