IAA 2009: scorci d’innovazione

Tra parentesi una curiosità e che la maggior parte delle tecnologie presentate non sono effettivamente frutto di grandi ricerche effettuate nell’ultimo (o negli ultimi) anni ma sono progetti e idee sviluppate nell’arco degli ultimi 30 anni e recuperati ora per rilanciare un mercato stagnante. La sensazione quando si parla con alcuni tecnici e che si siano aperti gli armadi impolverati dei dipartimenti R&D e si siano recuperate molte di quelle piccole, ma utili, micro-innovazioni che sicuramente migliorano l’esperienza di guida.

Dal punto di vista del processo di innovazione non è nulla di rivoluzionario ma come volevasi dimostrare sembra proprio che la crisi tra le sue maglie nasconda anche dei vantaggi (era già successo negli anni 90 e nel 2002) forzando il mercato ad accellerare sulle vie canoniche e intraprenderne di nuove. Tecnicamente è un’accelerazione/ramificazione di un normale processo di innovazione a spirale ma che comunque colma alcune grandi lacune percepite dal guidatore.

La domanda ora è però “what’s next?” in quanto sembra che tutti gli scenari delineati nell’arco degli ultimi 10 anni si siano realizzati tutti di colpo e ora non si intravedono nuovi grandi scenari. Oggi cercherò di dedicarmi proprio a questo. Voglio portare il tema della discussione con i vari designer e ingegneri su possibili scenari di disruptive innovation tra cui quello dei servizi connessi a bordo; considerando anche che visti gli ultimi cruscotti e centraline la potenza di calcolo e i sensori disponibili a bordo sono veramente tanti.