IAA 2009: scenari sul futuro dell’auto

Il concetto della driving experience incrociato al design sembra in ogni caso la nuova via da percorrere immaginando e creando macchine molto orientate alle esigenze specifiche del consumatore su delle piattaforme tecnologiche molto flessibili. Nella pratica si sono sviluppate delle tecnologie e delle linee di design generiche che possono essere applicate ad automobili realizzate sulle singole esigenze del consumatore.

È l’esempio della nuova Ford C-Max che, come ho discusso largamente con uno dei designer, è stata progettata perfettamente in linea con gli scenari della giovane famiglia con figli piccoli e letteralmente deformata nelle caratteristiche per adattarsi a tale scopo (molti degli accorgimenti sarebbero assurdi in molte altre auto).

Altro scenario conforme a questo nuovo trend è quello delineato dai concept di citroen che attraverso una serie di veicoli molto diversi tra loro, ma complementari, si coprono tutti gli scenari d’utilizzo nella mobilità (breve e rapido, confortevole e distinto, lungo e comodo, etc…).

Non voglio azzardare l’ipotesi che vogliano propinarci l’acquisto di più veicoli contemporaneamente ma sicuramente la tendenza di creare automobili differenti adatte alle varie situazioni della vita sembra molto rimarcata durante questo salone.

In ogni caso la parte più interessante della giornata è stata sicuramente quella in cui mi sono potuto confrontare con Andreas Schamel ed in seguito Andrew Mottram. Li ho subito provocati cercando di evitare il classico commento a cosa avevano appena introdotto e li ho portati sul “what’s next” ed in particolare sul tema della connettività e dei servizi a bordo.

Gli spunti sono stati molteplici (Andrew si è veramente gasato :) e ci vorrebbe un blog intero per svilupparli tutti ma in ogni caso ve li riporto qui di seguito come punti da commentare:

  1. Oggi sono stati lanciati contemporaneamente tutti i temi presentati negli scorsi anni però sul domani, al contrario di quello che si può percepire, le idee sono molteplici e sicuramente contemplano l’integrazione di servizi telematici a bordo. Restano però aperte due grandi incognite che oggi spaventano qualunque produttore: la privacy e la distrazione del guidatore
  2. Oggi praticamente ogni macchina si può considerare come un vero e proprio computer con uno o più processori/memorie schermi interattivi e reti di sensori che potrebbero essere utilizzati come base per servizi telematici.
  3. I primi esperimenti di servizi telematici a bordo sono iniziati quest’anno con il progetto Ford-Microsoft Sync che offre un integrazione multimediale completa ed il controllo vocale di molte funzioni. Microsoft ha anche mostrato ai designer di Ford una visione molto sfaccettata di cosa potrebbe fare un utente a bordo di un veicolo connesso (un vero e proprio envisioning) che però al momento sono state pianificate in step successivi.
  4. Alcuni scenari realmente interessanti di servizi a bordo che abbiamo sfaccettato con Andrew sono il monitoraggio remoto del proprio veicolo con la “contabilizzazione” dello stesso, la condivisione di informazioni con altri veicoli (sharing experience) che permetterebbe al guidatore di condividere posizione attuale e destinazione con altri veicoli e la possibilità di tracciare e ottimizzare i flussi di traffico nei grandi centri urbani. Purtroppo questi scenari si arenano oggi di fronte alle incognite citate prima.
  5. In generale in ogni caso i servizi arriveranno a bordo con dei tempi medio lunghi in quanto le grandi case automobilistiche sono principalmente hardware oriented e solo negli ultimissimi anni stanno capendo cosa vuole dire sviluppare software. Purtroppo la realtà che stanno capendo è che sia il mondo del software sia quello dell’elettronica di consumo stanno correndo a velocità molto più alte di quelle necessarie per sviluppare una buona automobile e questa distacco sta aumentando sempre più.
  6. Un altra questione di design aperta sulle automobili è quanto l’auto deve essere device o deve integrare devices. In pratica l’auto potrebbe già oggi integrare in maniera trasparente un sacco di dispositivi elettronici (lettore dvd, navigatore, telefono, mp3 player, console di videogiochi, etc…) che però l’utente tipicamente porta con se e che si potrebbero collegare attraverso il bluetooth o delle porte USB… sul quale sia il giusto equilibrio ci si stà lavorando intensamente.
  7. Sia sul tema dei servizi che su quello dell’elettronica la via che si intravvede come più percorribile sarà probabilmente quella di confrontarsi con partner nel mondo del software/servizi online, dell’elettronica di consumo e delle telco, ma sono mondi così differenti che ci vorranno anni per parlare efficacemente la stessa lingua ed integrare i processi.
  8. Dal punto di vista economico il mercato dell’auto ha molte incognite di fronte a se, non unicamente per gli effetti finanziari della crisi, ma più che altro perchè oggi l’utilizzatore tipo sta cambiando i suoi comportamenti nella mobilità in generale.
  9. Una delle incognite sul design delle auto di domani portate da questo cambiamento nel consumatore è che oggi attraverso processi di progettazione con l’utente si stanno creando auto ideali per il consumatore tipo ma quest’ultimo non è il consumatore del futuro. Oggi l’acquirente di una macchina nuova a tipicamente un età medio/alta e dunque le ricerche si concentrano su questi utenti ma dei futuri acquirenti che oggi hanno 14-15 anni (i nativi digitali puri tanto per intenderci) non si sa praticamente nulla.
  10. Infine l’ultimo commento che mi ha lasciato Andrew è che introdurre innovazioni evidenti nel mondo dell’auto è veramente molto difficile data la segmentazione estrema del mercato che spesso non accetta di buon grado i cambiamenti (mi ha citato un caso clamoroso sulla impossibilità di automatizzare il freno a mano eliminandolo poichè gli utenti erano terrorizzati da questa cosa nonostante fosse una semplificazione) o che comunque richiede sempre tempi medio-lunghi per accettarli.

Gli spunti sono veramente tanti ma danno una buona panoramica su cosa potrebbe essere il mondo dell’auto domani e pone tutta una serie di opportunità anche per chi, come me, si occupa principalmente di servizi :)

È tutto… che ne pensate? Impressioni? Idee?

  1. Diego

    “È l’esempio della nuova Ford C-Max che […] è stata progettata perfettamente in linea con gli scenari della giovane famiglia con figli piccoli e letteralmente deformata nelle caratteristiche per adattarsi a tale scopo (molti degli accorgimenti sarebbero assurdi in molte altre auto).”

    Ovviamente il progetto fonda le sue basi teoriche sull’ipotesi che i figli rimangano piccoli e la famiglia non invecchi per non correre il rischio di ritrovarsi, dopo dieci anni, con un’auto assurda ;-)

  2. Diego

    Per me l’auto dovrebbe essere spaziosa, se familiare, o monoposto (adeguatamente connessa alle altre, in audio e video, e ai servizi web: es. assistenza alla navigazione, con geolocalizzazione anonima e condivisione degli itinerari), costare poco (non oltre i 10.000 euro) e consumare esclusivamente elettricità solare (ricaricandosi, eventualmente in caso di viaggi lunghi o notturni, presso impianti dotati di accumulatori, ugualmente alimentati dal sole).

    Quanto devo aspettare? :-D

  3. Luca Mascaro

    Diego hai toccato un punto chiave cioè quello che in generale si progettano auto per durare solo qualche anno (il ciclo di vita medio di un auto è di 5 anni). Dunque l’idea che hanno di un auto è che venga cambiata quando il contesto familiare muta.

    Poi sulla tua auto dei sogni qualcosa si è intravvisto :)