Le migliori invenzioni del 2008

 
di Luca Mascaro il February 03, 2009 alle 20:32
 

È da un po’ di tempo che ho sottocchio lo speciale del Time legato alle migliori invenzioni del 2008 su cui volevo fare un commento, anche se la graduatoria di quest’anno è ben lontana dai temi che tratto e commento normalmente.

La cosa che ho osservato subito è che quest’anno le prime 29 posizioni della classifica sono completamente monopolizzato da idee e soluzioni sviluppate da parte di grande aziende o grandi ricerche molto lontane dall’innovazione “dal basso” di cui parliamo spesso.

Quest’effetto (che negli scorsi anni si è sentito di meno) a ragion di logica ha una motivazione. È indubbio che l’innovazione che più ci cambia la vita è anche quella legata a soluzioni tecnologiche “fisiche” che però richiedono spesso grandi investimenti in ricerca e diversi anni di sviluppo. Alla fine del 2003 mi ricordo che uscirono tutta una serie di tecnologie ed innovazioni nei campi della robotica, ingegneria, ecologia, ecc.. che dominarono la piazza delle discussioni ma che poi non ebbero negli anni successivi dei seguiti.

Ora alla fine dell’ultimo ciclo economico osserviamo come nuove invenzioni in questi campi dominano la piazza e che probabilmente rilanceranno l’economia di alcuni settori.

Mi sorge dunque una riflessione.

Esistono due macrocicli di innovazione: uno veloce dal basso e uno consistente dall’alto; che competono e si integrano in tempi diversi?

Secondo me si, il che però vorrebbe dire che potrebbe non essere il caso di investire (o andare sul mercato) nel ciclo dal basso negli anni in cui si sa che l’attenzione dell’economia e del mercato è concentrata sull’altro ciclo?

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La discussione è già avviata

  1. Alberto Sarullo il February 3, 2009 alle 11:50 pm ha detto:

    Non saprei esprimermi sul discorso investimenti, ma credo sia necessario distinguere tra invenzione ed innovazione, perchè quella del times è una classifica delle più grandi innovazioni, non invenzioni.
    Se da un lato l’invenzione (il genio) può ancora arrivare dal basso, credo che per innovare sia ormai necessario un tale investimento, che la tendenza sarà sempre più quella di avere innovazione esclusivamente dall’alto. Un po’ come per le teorie della fisica, è finita l’epoca delle scoperte dei singoli individui, e da parecchio tempo siamo nell’epoca in cui le maggiori scoperte sono effettuate da team di ricerca su cui qualcuno ha investito.

    Rispondi

  2. Luca Mascaro il February 4, 2009 alle 8:51 am ha detto:

    Concordo con te Albi (era il ragionamento di roma) però credo che lo speciale del Time non faccia questo tipo di distinzione, di fatto sono invenzioni ordinate per grado di innovazione…

    Comunque quando parlo di innovazione dal basso intendevo dire con tempi di ricerca e costi molto contenuti (diciamo qualche centinaio di migliaia di euro)

    Rispondi

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