Le tematiche future legate alla progettazione

Questo post non vuole essere critico verso questo gran movimento che ha invaso alcune categorie del mio google reader (anche perchè io mi sa che sono uno di questi chiaccheroni) ma vuole riaffermare un principio che mi sembra stia sfuggendo un po’ di mano.

In un momento storico come questo mi sembra che siamo tutti alla ricerca di una grande idea che ci salvi (estremizzo un po’ il concetto volontariamente), quando ci sono alcuni temi con cui ci si può confrontare in maniera concreta che non sono ancora adeguatamente affrontati.

Il futuro e l’innovazione sono già nel mondo, basta vederli

I temi della mobilità, dei sistemi non più solo sociali ma anche personali, l’integrazione tra ambienti e soprattutto il come progettare in maniera concreta e time to market sono già, a mio vedere, ciò che ci garantirà un futuro nel prossimo ciclo di vita macro-economico.

Invece nelle ultime discussioni con alcuni amici “pensatori” sembra che queste cose si diano già per scontate e si punta al di più, in contrapposizione con altri con cui si parla di temi oramai semi-obsoleti (es: l’idea di applicare la long tail a qualunque sistema economico).

Non so, forse è solo una mia sensazione che le persone tendano a restare troppo indietro o andare forzatamente troppo avanti… voi che ne pensate?

ps: scrivendo questo post mi chiedo anchio se non sono uno di questi… mah

  1. Ciao Luca,
    ho la medesima sensazione in effetti.

    Credo sia un momento di cambiamento, più che di crisi in quanto tale.
    Un cambiamento pero’ che coinvolge in modo trasversale il concetto stesso di crescita e di economia, e che ci deve far riflettere su cosa e dove vale davvero investire e costruire scenari e valore.

    Concordo quando dici che le innovazioni sono attorno a noi: ma forse è più semplice sparare sempre nuovoi paroloni piuttosto che far capire il valore della semplicità, della decrescita, del rendere la nostra vita più semplice e coerente come experience. Cioè, collegare cose note ma mai collegate prima in forme snelle non è bello come dire “l’ho fatto io, l’ho inventato io e basta!”. Questo purtroppo è il pensiero comune, uff.

    Integrazione, semplicità, usabilità, focus su quello che davvero serve e non su di una pletora di funzioni sono solo alcune delle parole chiave. Ascolto delle esigenze e non abbondanza di funzioni: forme da certi punti di vista di decrescita in un certo senso.
    Forse temi più culturali che strumentali in effetti.
    Per questo hanno meno appeal…

  2. Se attendiamo luglio Chris Anderson
    ci spiega come ;)))
    http://online.wsj.com/article/SB123335678420235003.html

  3. Matteo, alla fine ci riduciamo solo a competere per lanciare mode? io non lo voglio credere … anzi no… purtroppo ci credo ma non lo voglio accettare.

    Concordo pienamente con il tuo commento e solo che sbaglio alla base pensando che i designer, vicini per logica alle nostre idee siano proprio i primi che se ne allontanano

    Fabs, attendiamo il vecchio Chris :)