I vetri del futuro

Ultimamente faccio parecchie riflessioni sulle nuove frontiere che il design dell’interazione dovrà intraprendere entro qualche anno. Naturalmente i pensieri cadono su come il digitale pervaderà sempre di più le nostre vite integrandosi con gli oggetti quotidiani, in primis le nostre abitazioni.

Interaction design e architettura formeranno a mio vedere un buon connubio ed una possibilità è che entro qualche decina di anni per fare una casa verranno coinvolti non più solo gli elettricisti ma anche i designer dell’interazione :-)

Tornando al presente uno degli spazi più sfruttabili per creare installazioni interattive sono le vetrate che ogni casa ha sui suoi muri o all’interno come divisori. Immaginatevi (o più semplicemente andatevi a riguardare il film Iron Man) che il futuro schermo della vostra TV o del vostro computer siano le vetrate di casa e avrete di fronte solo l’1% degli scenari immaginabili.

Oggi per rendere un vetro interattivo in genere si rende opaco, gli si applica una pellicola con sensori ad induzione (per sentire il tocco) e vi si proietta l’immagine, un metodo efficace ma non applicabile ovunque ed in massa.

Partendo da una discussione fatta qualche mese fa con Leandro si stava ragionando sul fatto che il film degli schermi LCD è di fatto trasparente e dunque potrebbe essere tranquillamente applicato in una qualche sua forma ad un vetro, così ottenendo dei veri e propri schermi interattivi!

Resta comunque aperto il problema dell’alimentazione che però è stato risolto qualche giorno fa con l’annuncio da parte di un’azienda americana di una nuova tecnologia che permette di applicare una pellicola fotosensibile alle vetrate e ottenere elettricità dalle stesse.

Ho dunque di fronte agli occhi l’immagine di vetrate interattive che si autosostengono dal punto di vista energetico e che ci permetteranno di interagire con le nostre case e perchè no, anche con le nostre città per le strade.

  1. Interessante, sul finale anche un po’ inquetante (mi ricorda vagamente Fahrenheit 451)
    Il problema dell’alimentazione non lo vedo nemmeno così difficile da risolvere con i mezzi tradizionali.

    Istintivamente però uno schermo lo vedrei meglio su una parete che su una finestra, anche se a pensarci un attimo la finestra potrebbe avere i suoi vantaggi…

  2. Beh.. lo scenario è affascinante e di certo in una qualche forma verrà realizzato..

    E’ il momento di mettere a frutto le idee: http://www.project10tothe100.com/

    ;)

  3. Il problema dell’alimentazione resta complesso se si vuole applicare una tecnologia come questa in massa per esempio su un’intera città.

    poi sul discorso pareti o vetri in linea di massima hai ragione anche se i vetri restano affascinanti perchè sono manipolabili da entrambi i lati

  4. Giovanni

    E utilizzare invece dei led?

    Il dispositivo sfrutta le proprietà ottiche di alcuni materiali semiconduttori per produrre fotoni a partire dalla ricombinazione di coppie elettrone-lacuna. Gli elettroni e le lacune vengono iniettati in una zona di ricombinazione attraverso due regioni del diodo drogate con impurità di tipo diverso, e cioè di tipo n per gli elettroni e p per le lacune. Il colore della radiazione emessa è definito dalla distanza in energia tra i livelli energetici di elettroni e lacune e corrisponde tipicamente al valore della banda proibita del semiconduttore in questione.
    Livelli energetici in un led
    Livelli energetici in un led

    I LED sono uno speciale tipo di diodi a giunzione p-n, formati da un sottile strato di materiale semiconduttore drogato. Quando sono sottoposti ad una tensione diretta per ridurre la barriera di potenziale della giunzione, gli elettroni della banda di conduzione del semiconduttore si ricombinano con le lacune della banda di valenza rilasciando energia sufficiente da produrre fotoni. A causa dello spessore ridotto del chip un ragionevole numero di questi fotoni può abbandonarlo ed essere emesso come luce. I LED sono formati da GaAs (arseniuro di gallio), GaP (fosfuro di gallio), GaAsP (fosfuro arseniuro di gallio), SiC (carburo di silicio) e GaInN (nitruro di gallio e indio). L’esatta scelta dei semiconduttori determina la lunghezza d’onda dell’emissione di picco dei fotoni, l’efficienza nella conversione elettro-ottica e quindi l’intensità luminosa in uscita.

    Anche se è cosa poco nota, i LED sono “macchine reversibili”, infatti se la loro giunzione viene esposta direttamente ad una forte fonte luminosa o ai raggi solari, ai terminali appare una tensione, dipendente dall’intensità della radiazione e dal colore del led in esame (massima per il Blu). Questa caratteristica viene abitualmente sfruttata nella realizzazione di sensori, per sistemi di puntamento (inseguitori solari) di piccoli impianti fotovoltaici o a concentratore.

    Secondo me sarebbero nettamente più efficaci e perfonramti:

    O le fibre ottiche

    Le fibre ottiche sono usate da numerose aziende della telecomunicazioni per trasmettere segnali telefonici, comunicazioni internet e tv via cavo, a volte sulla stessa fibra ottica.

    A causa dell’attenuazione bassissima e dall’assoluta immunità alle interferenze elettromagnetiche, le fibre ottiche presentano grandi vantaggi sui doppini in rame nelle applicazioni a lunga distanza ed elevato carico. Tuttavia, lo sviluppo di infrastrutture all’interno delle città era relativamente difficoltoso e richiedeva tempo e i sistemi in fibra erano complessi e costosi da installare. A causa di queste difficoltà, i sistemi di trasmissione in fibra ottica sono stati installati principalmente in applicazioni a lunga distanza, dove possono essere usate alla loro massima capacità di trasmissione, compensando il maggior costo. Dal 2000, i prezzi per le comunicazioni in fibra ottica sono diminuiti notevolmente. Il prezzo necessario per predisporre fibre fino alle utenze civili è ora inferiore a quello necessario per i doppini in rame.

    Dal 1990, quando gli amplificatori ottici sono divenuti disponibili commercialmente, l’industria delle comunicazioni ha steso una vasta rete di linee ottiche tra le città e sotto gli oceani. Nel 2002 è stata completata una rete sottomarina intercontinentale lunga 250 000 km con una capacità di 2.56 Tb/s e nonostante le informazioni sulle reali capacità delle reti sia confidenziale, i resoconti degli investitori nel campo delle telecomunicazioni indicano che la capacità sia aumentata notevolmente dal 2002.

  5. Si i LED sono già attualmente utilizzati n molte installazioni ma non mi risulta che possano essere resi trasparenti, ti risulta il contrario?

  6. Giovanni

    Si, esistono prodotti sperimentali nanoplastici ad alta densità, i cosiddetti super polimerici espansi. Al loro interno riescono a veicolare tensioni sufficienti ad illuminare le celle polimeriche in espansione (non so spiegarti bene il procedimento, l’ho letto qualche settimana fa su post in un gruppo di discussione scientifico). Naturalmente ancora da stabilizzare e mantenere in stato di tensione continua, ma la tecnologia c’è.

  7. Questa è un’ottima notizia in quanto risolve in buona parte il problema energetico anche se immagino perda un po’ di definizione

  8. Giovanni

    Eh?

  9. Beh niente… la tua soluzione se funziona è ottima ma non penso raggiunga la definizione di un LCD dunque alcune tipologie di riproduzione video/immagine o di interfaccia non siano sostenibili, però nella maggior parte dei casi è comunque applicabile

  10. Giovanni

    Qui stiamo parlando di nanoplastici ad alta densità, super polimerici espansi, con una definizione circa 10 volte superiore ad un LCD, non credo tu conosca questa nuova tecnologia altrimenti non la paragoneresti a un LCD. Meglio ancora sarà l’avvento della nuova (ha ancora un nome in codice) “plastic screen htx” una serie di molecole espanse riflettenti che superano tutte le attuali definizioni di riproduzione.

  11. @Giovanni: mi sembra di capire che di queste cose te ne intendi… :P
    mi piacerebbe approfondire un pochino la conoscenza di queste tecnologie anche se ancora sperimentali o in fase di sviluppo. E’ possibile reperire qualche altra informazione? (ho provato a cercare “plastic screen htx” ad esempio, ma con scarso successo.. mi basterebbe un link per approfondire ;) )

    @Luca: questi ricercatori sono sempre un po’ più avanti di quanto si riesca immaginare :D

  12. @Giovanni molto interessante, sono completamente ignorante in materia. Avevo supposto che la base di risoluzione fosse simile a quella degli LCD. Sai per caso che tempistiche ha questa tecnologia per arrivare a costi accessibili sul mercato professionale?

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