Si riparte con tanti spunti

I molti impegni personali, le nuove sfide come Dixero, la crescita di Sketchin e i molti nuovi spunti su cui riflettere ma non esprimere ancora un giudizio sono alcuni dei motivi per cui questo blog è rimasto fermo più di due mesi.

Tra l’altro aggiungerei anche una sindrome che definirei del “troppo blogging” vale a dire quando si è partecipato talmente tanto alla discussione in rete al punto da non avere più l’ispirazione per traspondere sulla tastiera gli spunti in riflessioni.

Oggi ho deciso di ripartire e per farlo alla grande ho anche intrapreso una radicale trasformazione di questo sito/blog passando da una scelta di puro uso di servizi in rete ad una versione con un cuore (wordpress) che aggregherà tutti i servizi che uso in rete (Youtube, Flickr, Dopplr, Twitter, Facebook, Linkedin, Slideshare, Tumblr, Upcoming, …).

Un anno e mezzo fa mi diedi 7 punti su cui basare il mio sito, ora ne sto cambiando uno perchè ho raggiunto i limiti di scalabilità di quella scelta. Invece ho intenzione di rafforzare l’idea di procedere con un’approccio evolutivo sviluppando prima una struttura semplice che però evolva nel tempo.

Il primo risultato (dato da 4 ore di lavoro) è quello che vedete ed è sicuramente un’imperfetto punto di partenza.

Comunque… devo in ogni caso recuperare più di un mese di blogging e voglio farlo a piccoli spunti qui di seguito partendo da cosa ho vissuto o voglio vivere:

Adobe onAirTour
un interessante evento a Milano con Enrique Duvos, uno degli evangelist di Adobe, che ha mostrato le potenzialità di AIR che devo dire mi hanno effettivamente impressionato positivamente. La grandissima compatibilità con i vari sistemi e le potenzialità che apre questa piattaforma verso un’esperienza utente effettivamente più ricca nei sistemi software tradizionali sono qualcosa non ancora visto in termini di risultato/tempi di sviluppo: una manna per chi fa il mio lavoro.

Gli scenari che si aprono per le RIA installate sono tutti estremamente positivi e vanno a minare lo sviluppo software “pesante” attaccandolo per flessibilità, praticità ed esperienza d’uso.

San Francisco e il Web2.0Expo
che dire, un’esperienza completamente nuova della Valley visto che per la prima volta la vivevo dal lato di chi lanciava una nuova avventura online. Ho scoperto una valley tutta nuova che da semplice osservatore / consulente non vedevo dal 2003 dove le idee sono state sfruttate a fondo e dove c’è fame di nuove iniziative e talenti da finanziare.

Ho anche scoperto una valley morente ma questa è un’altra storia.

Web senza barriere
con Emanuele abbiamo deciso di presentare la vita, gli approcci e le sfide di chi progetta l’esperienza utente passando in rassegna le motivazioni, il processo ma anche i piccoli scorci di realtà di un team che deve affrontare progetti di ogni tipo e di ogni dimensione.

Sci(bzaar)net
una bella iniziativa organizzata da Gianandrea dove si sono trattati i temi legati al rapporto tra la ricerca scientifica e i nuovi strumenti online/sociali. Gli spunti sono stati infiniti (anchio ho cercato di dare il mio) e non si può dire che non si siano gettate le basi di partenza per qualcosa che deve continuare partendo dal mitico report della discussione finale.

Quello che mi ha più colpito dell’evento è che vi sono infinite visioni di come coadiuvare queste due realtà ma non vi è una particolare focalizzazione su una direzione il che può risultare pericoloso nel lungo termine ma oggi ci permette di esplorare a fondo tutte le possibilità.

Microcamp
barcamp abbastanza riuscito (personalmente un po’ mi manca lo stile dei primi camp come quello di Roma o di Torino in posti un po’ da nerd) dove si è parlato di microblogging in generale ma con un forte focus sull’attore principale di questo mondo Twitter.

Sintetizzare un’opinione sui vari interventi non è evidente, semplicemente sono rimasto positivamente colpito dagli interventi di Marco (rapido) , Feba (colorato) e Gatto nero (ingaggiante).

Io ho presentato una sintesi di quello che si stà muovendo in termini fenomenologici nel mondo del microblogging (c’è anche il video grazie a Elena).

Workshop Arduino
si, in Sketchin abbiamo infilato anche un breve ma intenso workshop su Arduino dove sotto la supervisione di Massimo ho potuto tinkerare (tinkering) un po’ costruendomi un piccolo prototipo di robot fatto dal braccio di un modellino di gundam, un servomotore, un Arduino 10000, un po’ di Processing / Wiring e il controller della WII… foto a breve su flickr :)

The woman in tech
quindici ragazze brillanti che vogliono diventare professioniste del Web Design nella cornice di Bolzano ed io come docente di fondamenti di design e usabilità.

Devo dire che è stata un’esperienza estremamente positiva dove in due giornate intense si sono passati in rassegna un buon pannello di tematiche legate alla progettazione e alla realtà di essere progettisti/e specialmente in un mercato come il nostro dove non è sicuramente facile far emergere del metodo.

Ora a queste ragazze gli spettano ancora diversi mesi di studio su strumenti e tecniche, un lungo stage di pratica e poi saranno finalmente pronte per il mondo del web italiano che sta vivendo nell’ultimo periodo una forte espansione sia nelle iniziative che nei progetti.

passiamo ora a ciò che mi ha interessato in quanto progettista:

Touchlib
è un kit di sviluppo per la crazione di interfacce multi-touch completamente libero e disponibile. Basato su sistemi di rilevazione dell’infrarosso può essere un buon punto di partenza per sviluppare installazioni interattive o anche interfacce produttive molto semplici.

Oltre a questo vi è anche un progetto collegato chiamato Lux che risulta essere un’interfaccia di programmazione basata su tecnologia flash che dovrebbe semplificare estremamente la creazione di applicazioni basate su touchlib … da seguirne l’evoluzione

Powerset
è un nuovo motore di ricerca a base semantica in linguaggio naturale che nel funzionamento mostra degli aspetti molto interessanti sia nella modalità di ricerca sia in quella di relazione

La nuova interfaccia di facebook
facebook dovrebbe rilasciare a breve una nuova interfaccia utente più compatta e centrata sull’utente del network. È interessante come l’interfaccia sia costruita secondo principi simili hai sistemi operativi ad incarnare sempre di più la realtà di piattaforma contenente infinite applicazioni.

Swimlanes
è un esperimento particolarmente riuscito a mio vedere di un nuova forma di deliverables progettuali che fondono diversi deliverables in uno per dare una visione più d’insieme sul progetto in un solo colpo d’occhio.

Usabilità o esperienza d’uso: qualè la differenza
un’articolo che mi ha incuriosito e che merita sicuramente una lettura

Con questo è tutto… a presto :)

  1. Devo dire di sentirmi un pò ingelosita da queste “woman in tech”.. soprattutto perchè trentine. Masca non mi tradire con un’altra trentina tecnologica perchè potrei restarci male, eh! eheheh :P

    A parte gli scherzi, trovo i tuoi spunti finali veramente interessanti.
    E complimenti per il restyle del blog, mi piace molto.
    :)

  2. clà

    quella di Sci(bzaar)net è un idea che potrebbe essere parecchio fruttuosa.peccato che almeno in italia la divulgazione scientifica sia a livelli che definire INFIMI è un eufemismo (cito solo un esempio: la rivista FOCUS). contattare professionisti che si dedicano anche aquesto come Chiara Lalli o Roberto Renzetti (quest’ultimo un didatta della fisica come pochi) arricchirebbe il network ihmo.

  3. Non ti preoccupare Leonora… lo tengo d’occhio io :D

  4. Finalmente torni a scrivere nel blog, bene :)

    Sci(bzaar)net è volutamente stato un fare il punto della situazione, un mettere le carte sul tavolo. Detto questo, identificare una unica direzione è dura in un universo così complesso e articolato ma in questi casi la strada stessa è da costruire non è un tracciato già presente. Partendo da problemi e opportunità specifiche e contestuali bisogna continuamente tenere gli occhi aperti verso l’emergere di una visione più ampia e complessiva che rappresenti la “direzione”, la nuova idea complessiva di università, di ricerca e di divulgazione. Questo è tipico dei sistemi complessi, non si riesce a partire da un modello precostituito ma nasce nel mentre. Fa paura, lo so, soprattutto quando ci sono in ballo soldi e scelte importanti ma è così che funziona in sempre più ambiti ed è meglio attrezzarsi con nuovi strumenti, atteggiamenti e mentalità che fare finta che non sia così :)

  5. che bel post, bravo luca

    riprendo un tema accennato da gian riguardo scibzaar, qualcuno dovesse leggerlo passando di qua

    la bella cosa di scibzaar è proprio che ha rappresentato un modello. ho sentito dire che qualcuno si è lamentato per esser stato “escluso”. e invece è proprio questo il punto: rifatelo (e con questo non vorrei metter parole in bocca a gian, è sempre e solo IMHO). ma sec me scibzaar è da considerare un role model

    non sarebbe bello se in giro per l’italia si verificassero un tot di scibzaar (o simili)? rispettando ma anche magari affinando il format. cercando poi di sintetizzare dei contenuti che siano più facilmente condivisibili dagli altri scibzaar

    in altri termini, riprodurremmo a un livello più elevato il modello a stelle collegate della blogosfera, dove però il centro stella non è più il singolo individuo ma il gruppo

    non potrebbe essere un utile modello di collaborazione remota?

  6. Mi fa un grande piacere che questo mio intento si sia compreso :)
    Io la prima mossa l’ho fatta ….

  7. Gianandrea la “direzione” indicata ci fa paura semplicemente perchè è ignota nei risultati, ma come dici questi sono i sistemi complessi. Quello che possiamo fare tutti quanti noi è partecipare e contribuire al cambiamento in modo da guidare questa direzione d Sci(bzaar)net è un buon punto d’incontro per fare ciò.

    Per quanto riguarda il modello chiuso Alberto io sono completamente d’accordo con te, è giusta la partecipazione e l’approccio dal basso, ma quando si deve essere focalizzati e produttivi nulla è meglio che un’incontro a numero chiuso con un moderatore, replicabile in caso in più edizioni e luoghi