Un mondo locale

Ivana Pintadu, un interaction designer che ha appena terminato uno stage di ricerca in Sketchin proprio su questi temi, ha presentato di seguito una ricerca approfondita sul come si possano concepire, creare e sostenere (a livello sociale ed economico) una serie di servizi iperlocali verticali, su una realtà come Lugano.

Dalle varie discussioni sono così emersi tutta una serie di spunti che sembrano dare sempre più sostegno a questa nuova opportunità di evoluzione del web ;)

  1. Ciao ragazzi,
    spunti interessanti anche se, probabilmente, richiedono un approfondimento meno accademico.

    Alcuni elementi che ho trovato missing sono:
    * quanti degli utenti usano gli smart-device mobili a Lugano?
    * come mai si è ragionato iPhone only?
    Alcuni servizi ipotizzati potrebbero essere SMS-only
    * molti servizi ricalcano apps già disponibili sul fronte delle “Social Yellow Pages”. Come mai re-invetare la ruota?
    * come mai si è studiato l’utente SOLO mobile e non l’utente @home oppure @office?

    Vi faccio cmq i complimenti per aver aperto una bella discussione.

    Se vi va di voler arricchire lo screening etnografico e vedere come l’iper-locale possa essere modellato su piccole città del sud…beh fatemi un fischio ;)

    Grazie ancora,
    d.

  2. In realtà non vi è stato affatto un approccio accademico tanto che Qi! è una rete iperlocale testata e funzionante :)

    comunque sui vari punti molte cose non si capiscono perfettamente dalle presentazioni e a giorni Ivana pubblicherà anche un paper in merito

    * se teniamo in considerazione la media svizzera delle grandi città siamo tra il 2 e il 4% di soli iPhone
    * semplicemente per un ottimizzazione di tempo nella ricerca che aveva una scadenza fissa ci si è concentrata sul device che da solo fa il 50% del traffico mobile. Chiaramente tutti i servizi possono essere declinati (ove a senso) su varie piattaforme (Qi! ne copre diverse)
    * I servizi come hai osservato fanno ciò che oggi si fa con il listing, la differenza sta nel fatto che usano informazioni locali più dettagliate (recuperate attraverso uno sviluppo b2b locale) basate su tempo e luogo per filtrare ulteriormente verso l’utente (questo non c’è nelle slide)

    Comunque se la piccola città del sud ha almeno 60k di abitanti si può fare :)

  3. Ciao Luca,
    grazie del reply.

    Sono contento di sapere che la mia limitata percezione sia dovuta al formato…quindi sono ben predisposto a leggermi il paper per capirne di + ;)

    La città del sud fa un 90k di popolazione e presenta indici molto particolari (tipo l’alto tasso di abbandono della scuola dell’obbligo) e anche delle sfide sociali ed economiche a cui rispondere.

    Approfondisco in-loco e ti tengo updated se, magari, può esserci almeno un rimborso per ripetere un’esperienza di stage.

    Come sempre, continuate così!

    Grazie ragazzi,
    d.

  4. Beh in teoria con quella popolazione sarebbe fattibile ma bisogna verificare quanto è diffuso l’accesso ad internet e gli smartphone (purtroppo sul sud sappiamo tutti qual’è la situazione infrastrutturale ed economica :( )