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Post taggati "design"

 
 

November 19, 2008

È da diverso tempo che con alcune persone parlo di come l’esperienza d’uso e lo sviluppo debbano trovare più relazioni intorno al concetto di “agilità”.

Specialmente con Jacopo negli ultimi tempi ci siamo confrontati sugli aspetti più disparati (processo, metodi, strumenti) e alla fine siamo giunti alla conclusione che l’ideale è allargare la discussione a tutti :)

Per questo motivo siamo lieti di annunciare che (probabilmente) il primo barcamp del 2009 sarà il primo dedicato alla progettazione e allo sviluppo agile: l’AgileCamp 2009

La data prevista è il 17 gennaio e la sede è quella di Sketchin, siete tutti i benvenuti ;)

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October 28, 2008

Volevo fare questo post solo per segnalare due interessanti contributi che sono maturati sul blog di sketchin negli ultimi giorni.

Il primo di Leonora si correla al post sulle piattaforme ed ecosistemi che ho pubblicato ieri introducendo il tema di come si possano progettare.

Il secondo è un contributo di Dafne che sintetizza il come si fa un wireframe ad alta fedeltà :)

Buona lettura ;)

October 14, 2008

Il design del nuovo Apple Macbook

di Luca Mascaro alle 22:56

Oggi Apple ha annunciato la nuova serie di Macbook che andrà a sostituire gli oramai vecchi e cari aggeggini bianchi. Viste le caratteristiche del prodotto si può sostenere che Apple punti molto al fattore design per distinguere questa nuova serie ed in merito il commento del chief designer di Apple al prodotto in questione è un tocco in più per chi come me è appassionato della materia.

Pubblicato in: Business / , ,

October 05, 2008

Da due settimane ho iniziato a tenere lezioni di “usabilità e accessibilità” al primo e al secondo anno di corso Grafica Digitale della CSIA.

Principalmente ho conformato un corso non tanto orientato alle teorie di progettazione, usabilità, accessibilità, ecc.. ma più orientato a fare riflettere gli allievi sul fatto che tutto ciò che ideano è pur sempre un’ipotesi che va convalidata al meglio.

Abbiamo dunque iniziato a parlare di tecniche e metodologie per capire cosa, come e perchè gli utenti vorrebbero una determinata funzionalità in modo molto “partecipativo” e divertente :)

Per esempio l’altro giorno abbiamo provato ad utilizzare in gruppo una tecnica per il problem solving controllato con l’idea di catturare la soluzione con cui gli utenti risolverebbero un problema di design a loro stessi rivolto.

Insegnamento (e divertimento) a parte quello su cui volevo concentrarmi è il fatto che confrontandomi con gli studenti (tra l’altro quasi tutti miei coetanei) mi sono reso conto della loro visione delle cose e delle loro ambizioni.

La visione comune che quasi tutti si ponevano era quella di poter creare piccoli siti, in una realtà molto locale e pensando che non si potesse imparare o ambire a nulla di più partendo dal piccolo Ticino.

Questa scoperta mi ha lasciato alquanto perplesso poichè quando frequentai la stessa scuola, è vero che non ottenni una visione ampia del mondo dai docenti, ma in qualche modo la mia ambizione (e le mie precedenti esperienze) fece si che scoprii il mondo della progettazione con una visione più globale.

Ora che tocca a me insegnare mi sto ponendo verso questi ragazzi cercando di dargli una prospettiva più ampia fatta di tutto ciò che conosco per progettare un sito web di successo a livello internazionale.

Prospettando brevemente questa mia volonta hai ragazzi ho visto un nuovo vigore nelle loro attività e devo dire si sono applicati egregiamente durante l’ultima lezione.

La domanda che mi rimane in testa alla fine però è: un docente dovrebbe dare una visione delle cose concreta ma molto limitata al locale o una visione ampia ma un po’ utopica che però apre tutte le vie?

September 24, 2008

Sono appena arrivato a San Francisco e ho colto l’occasione del viaggio per riflettere un po’ su un intervento sull’agile design che ho seguito durante il Web 2.0 Expo di New York.

Seguire un design e uno sviluppo agile è il modello che ritengo in assoluto più affascinante per chi punta alla qualità. Un processo rapido e focalizzato al risultato che permette specialmente nel nostro settore di creare prodotti innovativi e funzionali in un modello crescente.

Insomma una vera e propria panacea per molti progetti dal punto di vista teorico ma che nasconde a mio vedere una serie di inconvenienti dal punto di vista della sostenibilità nel nostro mercato sud europeo.

Il punto è che i processi agili richiedono il coinvolgimento di figure di alto livello che collaborano tra di loro in periodi contigui di forte concentrazione.

Questo significa ottenere in tempi brevi prototipi o prime versioni funzionali del prodotto dalla qualità eccelsa e perfettamente in tempo per il mercato, ma, significa anche bloccare completamente interi team di progettazione e sviluppo per tempi medio-lunghi (si parla di avere prodotti pronti al lancio in 2 cicli / 4 settimane ma completi e di ottima qualità dopo qualche mese).

Non è da nascondere che nel nostro mercato non sempre si punta alla qualità e che i clienti chiedono spesso una chiusura del progetto in tempi brevi e con costi contenuti.

Questo cozza nella pratica di tutti i giorni con la pratica definita precedentemente e succede così che chi fa “agile” si trova strozzato in pochi cicli, in tempi impossibili o semplicemente deve affrontare più progetti “mediocramente” perchè non ha i fondi per affrontarne uno “seriamente”.

Alla fine il risultato è sempre lo stesso: il prodotto è incompleto o di scarsa qualità

La domanda che dunque mi pongo è bisogna cambiare la mentalità della clientela/mercato portandola a comprendere i vantaggi di questi processi oppure identificare nuove strade che intermedino il tutto?

April 04, 2008

Manca oramai un mese al corso di introduzione alla progettazione che terrò alla Supsi di Manno.

Le iscrizioni sono ancora aperte per un paio di settimane ma io nel frattempo mi sto portando avanti andando a definire i dettagli dello schema di insegnamento che andrò a percorrere. La traccia che è proposta nel corso esplora l’aspetto del processo e delle metodologie cercando di comprendere quale valore aggiunto e quali costi porta al canonico processo di sviluppo software.

Volevo però coinvolgervi un po’ di più nella definizione di dettaglio chiedendovi: voi cosa vorreste imparare di dettaglio in un corso del genere?

April 01, 2008

È notizia di pochi giorni fa che Philippe Starck ha dichiarato che il Design è morto e di essere stato solo un produttore di materialità e per questo quello che ha offerto al mercato non era necessario e dunque è stato di fatto indotto ai consumatori.

Questa dichiarazione ha scandalizzato mezzo mondo del design è messo in crisi molti (industrial) designer che si sono trovati senza più un terreno stabile sotto i piedi. Starck ha messo infine l’accento sull’importanza delle cose semplici come l’amore, le sensazioni e le cose che ci fanno veramente bene (oltre ad esserci utili ;)

Senza polemizzare su questa dichiarazione volevo prenderla come spunto per una riflessione che maturo da un paio di mesi.

Tutti noi, autori di progetti, risolviamo di giorno in giorno dei bisogni con i servizi, le forme, le funzionalità che ci immaginiamo. Ma quanti di questi progetti utilizzeremmo noi stessi?

Premettendo che chiaramente non siamo target ideale di tutto ciò che andiamo a progettare io ho l’impressione che molti dei prodotti o dei servizi che si progettano non verranno mai testati o utilizzati dagli stessi progettisti (tra l’altro questo discorso vale per tutti i consulenti ma elidiamo).

Questa sindrome, di cui io stesso sono vittima, sembra portare ad un risolvere progetti solo perchè vanno risolti ma non perchè si abbia la sensazione che siano interessanti anche per noi.

È molto difficile spiegare questo concetto che però spero sia trasparito, a questo punto la domanda è: voi utilizzate i vostri progetti? (per il piacere)

Pubblicato in: user experience / , ,

March 27, 2008

È parecchio che non scrivo più su questa pagine, un po’ perchè sono oberato di lavoro tra Dixero (compreso un lungo viaggio) e altri progetti interessanti, un po’ perchè sto cercando dentro di me nuovi spunti su cui scrivere… infatti ero arrivato ad un’punto in cui essere blogger era quasi una forzatura.

Detto questo oggi ho degli spunti su cui vale la pena investire qualche minuto.

Nelle ultime settimane ho osservato due redesign d’interfaccia che mi hanno colpito molto dal punto di vista della semplicità della soluzione a riscontro dell’efficacia. Il primo è il completo redesign di Linkedin, società che ha sempre investito tantissimo sulla progettazione dell’esperienza utente, che ora propone un’interfaccia a mio vedere molto ecquilibrata sia dai punti di vista ergonomici, comunicativi e d’uso degli elementi naturali dati dai fogli di stile.

Il design proposto segue linee pulite, propone elementi semplici ma dall’alta affordance e da una profondità visiva tale che l’interfaccia viene percepita con chiarezza, un’esercizio progettuale non evidente da raggiungere.

Una soluzione dai toni simili l’ho ritrovata oggi nella nuova barra degli strumenti di google documents che abbandona la via di completa similitudine con i word processor tradizionali per allinearsi ad uno stile meno elaborato ma più adatto al web.

Anche qui il mio commento si allinea con il precedente.

Infine volevo segnalare che questo sabato si terrà l’experiencecamp dove mi sono finalmente deciso a tenere una presentazione legata alla mia visione del futuro del web, di come evolverà il consumo dei servizi e di come questi diventeranno sempre più integrati nella nostra vita quotidiana.

A presto confidando in nuovi spunti interessanti ;)

Pubblicato in: user experience / ,
 
 
 

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