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Post taggati "user centered design"

 
 

June 06, 2008

Si riparte con tanti spunti

di Luca Mascaro alle 08:15

I molti impegni personali, le nuove sfide come Dixero, la crescita di Sketchin e i molti nuovi spunti su cui riflettere ma non esprimere ancora un giudizio sono alcuni dei motivi per cui questo blog è rimasto fermo più di due mesi.

Tra l’altro aggiungerei anche una sindrome che definirei del “troppo blogging” vale a dire quando si è partecipato talmente tanto alla discussione in rete al punto da non avere più l’ispirazione per traspondere sulla tastiera gli spunti in riflessioni.

Oggi ho deciso di ripartire e per farlo alla grande ho anche intrapreso una radicale trasformazione di questo sito/blog passando da una scelta di puro uso di servizi in rete ad una versione con un cuore (wordpress) che aggregherà tutti i servizi che uso in rete (Youtube, Flickr, Dopplr, Twitter, Facebook, Linkedin, Slideshare, Tumblr, Upcoming, …).

Un anno e mezzo fa mi diedi 7 punti su cui basare il mio sito, ora ne sto cambiando uno perchè ho raggiunto i limiti di scalabilità di quella scelta. Invece ho intenzione di rafforzare l’idea di procedere con un’approccio evolutivo sviluppando prima una struttura semplice che però evolva nel tempo.

Il primo risultato (dato da 4 ore di lavoro) è quello che vedete ed è sicuramente un’imperfetto punto di partenza.

Comunque… devo in ogni caso recuperare più di un mese di blogging e voglio farlo a piccoli spunti qui di seguito partendo da cosa ho vissuto o voglio vivere:

Adobe onAirTour
un interessante evento a Milano con Enrique Duvos, uno degli evangelist di Adobe, che ha mostrato le potenzialità di AIR che devo dire mi hanno effettivamente impressionato positivamente. La grandissima compatibilità con i vari sistemi e le potenzialità che apre questa piattaforma verso un’esperienza utente effettivamente più ricca nei sistemi software tradizionali sono qualcosa non ancora visto in termini di risultato/tempi di sviluppo: una manna per chi fa il mio lavoro.

Gli scenari che si aprono per le RIA installate sono tutti estremamente positivi e vanno a minare lo sviluppo software “pesante” attaccandolo per flessibilità, praticità ed esperienza d’uso.

San Francisco e il Web2.0Expo
che dire, un’esperienza completamente nuova della Valley visto che per la prima volta la vivevo dal lato di chi lanciava una nuova avventura online. Ho scoperto una valley tutta nuova che da semplice osservatore / consulente non vedevo dal 2003 dove le idee sono state sfruttate a fondo e dove c’è fame di nuove iniziative e talenti da finanziare.

Ho anche scoperto una valley morente ma questa è un’altra storia.

Web senza barriere
con Emanuele abbiamo deciso di presentare la vita, gli approcci e le sfide di chi progetta l’esperienza utente passando in rassegna le motivazioni, il processo ma anche i piccoli scorci di realtà di un team che deve affrontare progetti di ogni tipo e di ogni dimensione.

Sci(bzaar)net
una bella iniziativa organizzata da Gianandrea dove si sono trattati i temi legati al rapporto tra la ricerca scientifica e i nuovi strumenti online/sociali. Gli spunti sono stati infiniti (anchio ho cercato di dare il mio) e non si può dire che non si siano gettate le basi di partenza per qualcosa che deve continuare partendo dal mitico report della discussione finale.

Quello che mi ha più colpito dell’evento è che vi sono infinite visioni di come coadiuvare queste due realtà ma non vi è una particolare focalizzazione su una direzione il che può risultare pericoloso nel lungo termine ma oggi ci permette di esplorare a fondo tutte le possibilità.

Microcamp
barcamp abbastanza riuscito (personalmente un po’ mi manca lo stile dei primi camp come quello di Roma o di Torino in posti un po’ da nerd) dove si è parlato di microblogging in generale ma con un forte focus sull’attore principale di questo mondo Twitter.

Sintetizzare un’opinione sui vari interventi non è evidente, semplicemente sono rimasto positivamente colpito dagli interventi di Marco (rapido) , Feba (colorato) e Gatto nero (ingaggiante).

Io ho presentato una sintesi di quello che si stà muovendo in termini fenomenologici nel mondo del microblogging (c’è anche il video grazie a Elena).

Workshop Arduino
si, in Sketchin abbiamo infilato anche un breve ma intenso workshop su Arduino dove sotto la supervisione di Massimo ho potuto tinkerare (tinkering) un po’ costruendomi un piccolo prototipo di robot fatto dal braccio di un modellino di gundam, un servomotore, un Arduino 10000, un po’ di Processing / Wiring e il controller della WII… foto a breve su flickr :)

The woman in tech
quindici ragazze brillanti che vogliono diventare professioniste del Web Design nella cornice di Bolzano ed io come docente di fondamenti di design e usabilità.

Devo dire che è stata un’esperienza estremamente positiva dove in due giornate intense si sono passati in rassegna un buon pannello di tematiche legate alla progettazione e alla realtà di essere progettisti/e specialmente in un mercato come il nostro dove non è sicuramente facile far emergere del metodo.

Ora a queste ragazze gli spettano ancora diversi mesi di studio su strumenti e tecniche, un lungo stage di pratica e poi saranno finalmente pronte per il mondo del web italiano che sta vivendo nell’ultimo periodo una forte espansione sia nelle iniziative che nei progetti.

passiamo ora a ciò che mi ha interessato in quanto progettista:

Touchlib
è un kit di sviluppo per la crazione di interfacce multi-touch completamente libero e disponibile. Basato su sistemi di rilevazione dell’infrarosso può essere un buon punto di partenza per sviluppare installazioni interattive o anche interfacce produttive molto semplici.

Oltre a questo vi è anche un progetto collegato chiamato Lux che risulta essere un’interfaccia di programmazione basata su tecnologia flash che dovrebbe semplificare estremamente la creazione di applicazioni basate su touchlib … da seguirne l’evoluzione

Powerset
è un nuovo motore di ricerca a base semantica in linguaggio naturale che nel funzionamento mostra degli aspetti molto interessanti sia nella modalità di ricerca sia in quella di relazione

La nuova interfaccia di facebook
facebook dovrebbe rilasciare a breve una nuova interfaccia utente più compatta e centrata sull’utente del network. È interessante come l’interfaccia sia costruita secondo principi simili hai sistemi operativi ad incarnare sempre di più la realtà di piattaforma contenente infinite applicazioni.

Swimlanes
è un esperimento particolarmente riuscito a mio vedere di un nuova forma di deliverables progettuali che fondono diversi deliverables in uno per dare una visione più d’insieme sul progetto in un solo colpo d’occhio.

Usabilità o esperienza d’uso: qualè la differenza
un’articolo che mi ha incuriosito e che merita sicuramente una lettura

Con questo è tutto… a presto :)

April 04, 2008

Manca oramai un mese al corso di introduzione alla progettazione che terrò alla Supsi di Manno.

Le iscrizioni sono ancora aperte per un paio di settimane ma io nel frattempo mi sto portando avanti andando a definire i dettagli dello schema di insegnamento che andrò a percorrere. La traccia che è proposta nel corso esplora l’aspetto del processo e delle metodologie cercando di comprendere quale valore aggiunto e quali costi porta al canonico processo di sviluppo software.

Volevo però coinvolgervi un po’ di più nella definizione di dettaglio chiedendovi: voi cosa vorreste imparare di dettaglio in un corso del genere?

November 19, 2007

Joe vuole chiudere in modo splendido le due giornate parlandoci di un futuro (già qui) dove i designer si fanno da soli… affermazione un po’ enigmatica ma profonda come leggerete in seguito

Per parlare del futuro bisogna tornare indietro a 7 anni fa quando l’IA era al suo massimo splendore (negli states, qui da noi non è ancora arrivata) e dove il designer si doveva preoccupare di functional requirements, site map, card sort, content inventory, wireframes, taxonomies, navigation model, task flow, usability evaluation, etc… in un mondo dove si potevano ancora delineare gli aspetti di influenza (user, content, context) e dove si poteva definire un processo progettuale, un mondo che sta per finire visto che si stanno affacciando nuove realtà.

Ma cosa sta cambiando?

Cambia il modo di pensare l’esperienza progettata che oggi è sempre più:

  • multi-laterale (da più punti di vista)
  • co-creata (da differenti tipologie di designer)
  • multi-dimensionale (non più solo virtuale)

Dunque oggi ci si deve preoccupare di service design, brand resonance, emotional triggers, design ethnography, social metadata, ontology, metadata, organizational culture, adoption, behavior analytics, mobile experience, rich internet, social media, network mechanism… insomma un esperienza utente fortemente più integrata che ha portato ad un estremo incremento della complessità con relativi impatti sul design e dunque maggiori sfide!

Questa tendenza la possiamo constatare osservando per esempio i cambiamenti nei sistemi con cui dobbiamo interagire (se non progettare) che sono centralizzati e/o decentralizzati (facebook vs blogosfera) ma soprattutto sono permeabili e/o impermeabili dall’esterno (corte suprema vs amazon)… permeabilità e centralizzazione che si è dovuta iniziare a progettare.

I designer hanno inoltre trovato una nuova generazione di elementi da curare tra cui:

  • elementi sociali / partecipatori: identità, presenza, relazioni, gruppi, reputazione, negoziazione, arbitraggio… con tutto quello che è l’effetto network e le sue dinamiche (organizzazioni virtuali)… con conseguenza che il design è diventato da unilaterale a multilaterale
  • fattelo da solo: nuovi modelli economici e di produzione… i consumatori sono diventati anch’essi stakeholders per i designers
  • Spime:.. che aprono nuove frontiere al di fuori del digitale (fisico e virtuale nello stesso tempo) e sono formati da un ecologia emergente di tecnologie (RFID, Geo-locatio, smart object….) .. il design diventa così multi dimensionale tra virtuale e fisico

Vi sono anche nuovi pubblici insospettabili da soddisfare come contributori, remixer, aggregatori, commentatori, raccomandatori, consumatori… che si aspettano di essere coinvolti nel processo decisionale di progettazione!

Ed infine vi sono nuovi aspetti da considerare nello sviluppo di un prodotto tra cui la sua socialità, legalità, fisicità, percezione, connessione, biologicità ed eco-sostenibilità.

Ecco dunque rappresentato questo incredibile aumento di complessità che di fatto ci impone un’estensione delle faccie della UX di Morville aggiungendovi aspetti come: sostenibile, etico, multi-culturale, trasparente, permeabile, portabile, remixabile, modulare.

Come se tutto questo non fosse abbastanza dobbiamo ricordare che l’aumento di stakeholders (co-creazione) aumenta il rischio di creare conflitti tra i vari pubblici e tra i vari ambienti dunque vi è anche una forte variabile di gestione di questi ultimi.

Alla fine Joe cerca di tracciare il profilo del nuovo Designer che partendo già da una realtà professionale di forte specializzazione deve assumere nuove compentenze:

  • competenze nel business/finance
  • capacità tecnologiche
  • forti capacità di analisi e visualizzazione/rappresentazione
  • essere un comunicatore narrativo
  • capacità di pensare in modo olistico
  • competenze di innovatore strategico
  • empatico verso i clienti
  • creatore di tool e strumenti di lavoro
  • mediatore

con tutta una serie di nuovi compiti come:

  • business modeling
  • financial analysis
  • technological selection
  • organizational network analysis
  • change management
  • business anthropology
  • knowledge management

poichè oggi progettiamo:

  • piattaforme e framework
  • networks
  • processi e servizi
  • giochi e self-teaching system
  • phisical and emotional environments
  • communities
  • sistemi

e riceviamo feedback da:

  • dinamiche sociali
  • network effects
  • interazione gamelike
  • analisi in tempo reale
  • viariazioni simultanee
  • iterazioni parallele

Insomma… i cambiamenti sono stati tanti e come designer dobbiamo rincorrerli poichè oggi:

  • controllo è negoziazione
  • soluzioni sono frameworks
  • design sono template
  • discovery è facilitazione
  • difesa e responsabilizzazione
  • demografia è auto-definizione
  • cambiamento è trasformazione
  • produzione è creazione
  • feeds sono ora flussi
  • destinazioni sono nodi
  • strutture sono networks
  • architetture sono sistemi
  • sistemi sono ecosistemi
  • ecosistemi sono ecologie

Chiusura splendida del summit… all’anno prossimo ;)

 
 
 

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