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Creare un progetto esperienziale perfetto (Hideo Kojima)

Sunday, June 15th, 2008

Oggi al Metreon di San Francisco mi si è presentata l’occasione di incontrare di sfuggita Hideo Kojima, uno dei più grandi videogame designer al mondo nonchè vice-presidente della Konami Computer Entertainment Japan, per il lancio di Metal Gear Solid 4.

Kojima deve principalmente la sua fama nel mondo dei videgiochi al fatto che praticamente tutte le sue opere sono dei veri e propri capolavori esperienziali che mixano perfettamente i vari elementi di gioco (storia, gameplay, colonna sonora, ambientazioni, ecc..) e portano (per non dire esplorano) ai limiti tecnici le diverse console uscite negli ultimi 22 anni.

Se andiamo poi a considerare la complessità e i tempi di progettazione, produzione e sviluppo di un videogioco non possiamo non ammirarlo come designer

Comunque l’appuntamento (dopo una coda interminabile) era principalmente focalizzato sui fan che si volevano fare firmare la loro copia di MGS4 ma giunto il mio momento gli ho porto una domanda:

quale fosse la sua formula per ottenere un risultato esperienziale così accattivante, desiderabile e utilizzabile nelle sue opere?

Molto cordialmente mi ha formulato una risposta sintetica ma a mio vedere molto profonda:

Bisogna dedicarsi unicamente alla propria opera, una alla volta, cercando di raccogliere ispirazioni ma evitando distrazioni con l’impegno di non accettare compromessi in confronto della propria visione. Un designer sogna come sarà il risultato perfetto del proprio lavoro e non deve cedere finchè non si raggiunge tale risultato.

Per fare ciò chiaramente deve anche coinvolgere nel suo sogno le persone che lo supportano portandole ad avere una vera e propria fede nel progetto.

Questa risposta può chiaramente apparire utopica nella realtà quotidiana però vi è un’incredibile fondo di verità se si considerano progetti che hanno l’obiettivo di apparire perfetti all’occhio dei propri utenti.

Per esempio personalmente ritengo che devo considerare seriamente tali parole nella conduzione del progetto Dixero.

E voi cosa ne pensate di tali parole?

Si riparte con tanti spunti

Friday, June 6th, 2008

I molti impegni personali, le nuove sfide come Dixero, la crescita di Sketchin e i molti nuovi spunti su cui riflettere ma non esprimere ancora un giudizio sono alcuni dei motivi per cui questo blog è rimasto fermo più di due mesi.

Tra l’altro aggiungerei anche una sindrome che definirei del “troppo blogging” vale a dire quando si è partecipato talmente tanto alla discussione in rete al punto da non avere più l’ispirazione per traspondere sulla tastiera gli spunti in riflessioni.

Oggi ho deciso di ripartire e per farlo alla grande ho anche intrapreso una radicale trasformazione di questo sito/blog passando da una scelta di puro uso di servizi in rete ad una versione con un cuore (wordpress) che aggregherà tutti i servizi che uso in rete (Youtube, Flickr, Dopplr, Twitter, Facebook, Linkedin, Slideshare, Tumblr, Upcoming, …).

Un anno e mezzo fa mi diedi 7 punti su cui basare il mio sito, ora ne sto cambiando uno perchè ho raggiunto i limiti di scalabilità di quella scelta. Invece ho intenzione di rafforzare l’idea di procedere con un’approccio evolutivo sviluppando prima una struttura semplice che però evolva nel tempo.

Il primo risultato (dato da 4 ore di lavoro) è quello che vedete ed è sicuramente un’imperfetto punto di partenza.

Comunque… devo in ogni caso recuperare più di un mese di blogging e voglio farlo a piccoli spunti qui di seguito partendo da cosa ho vissuto o voglio vivere:

Adobe onAirTour
un interessante evento a Milano con Enrique Duvos, uno degli evangelist di Adobe, che ha mostrato le potenzialità di AIR che devo dire mi hanno effettivamente impressionato positivamente. La grandissima compatibilità con i vari sistemi e le potenzialità che apre questa piattaforma verso un’esperienza utente effettivamente più ricca nei sistemi software tradizionali sono qualcosa non ancora visto in termini di risultato/tempi di sviluppo: una manna per chi fa il mio lavoro.

Gli scenari che si aprono per le RIA installate sono tutti estremamente positivi e vanno a minare lo sviluppo software “pesante” attaccandolo per flessibilità, praticità ed esperienza d’uso.

San Francisco e il Web2.0Expo
che dire, un’esperienza completamente nuova della Valley visto che per la prima volta la vivevo dal lato di chi lanciava una nuova avventura online. Ho scoperto una valley tutta nuova che da semplice osservatore / consulente non vedevo dal 2003 dove le idee sono state sfruttate a fondo e dove c’è fame di nuove iniziative e talenti da finanziare.

Ho anche scoperto una valley morente ma questa è un’altra storia.

Web senza barriere
con Emanuele abbiamo deciso di presentare la vita, gli approcci e le sfide di chi progetta l’esperienza utente passando in rassegna le motivazioni, il processo ma anche i piccoli scorci di realtà di un team che deve affrontare progetti di ogni tipo e di ogni dimensione.

Sci(bzaar)net
una bella iniziativa organizzata da Gianandrea dove si sono trattati i temi legati al rapporto tra la ricerca scientifica e i nuovi strumenti online/sociali. Gli spunti sono stati infiniti (anchio ho cercato di dare il mio) e non si può dire che non si siano gettate le basi di partenza per qualcosa che deve continuare partendo dal mitico report della discussione finale.

Quello che mi ha più colpito dell’evento è che vi sono infinite visioni di come coadiuvare queste due realtà ma non vi è una particolare focalizzazione su una direzione il che può risultare pericoloso nel lungo termine ma oggi ci permette di esplorare a fondo tutte le possibilità.

Microcamp
barcamp abbastanza riuscito (personalmente un po’ mi manca lo stile dei primi camp come quello di Roma o di Torino in posti un po’ da nerd) dove si è parlato di microblogging in generale ma con un forte focus sull’attore principale di questo mondo Twitter.

Sintetizzare un’opinione sui vari interventi non è evidente, semplicemente sono rimasto positivamente colpito dagli interventi di Marco (rapido) , Feba (colorato) e Gatto nero (ingaggiante).

Io ho presentato una sintesi di quello che si stà muovendo in termini fenomenologici nel mondo del microblogging (c’è anche il video grazie a Elena).

Workshop Arduino
si, in Sketchin abbiamo infilato anche un breve ma intenso workshop su Arduino dove sotto la supervisione di Massimo ho potuto tinkerare (tinkering) un po’ costruendomi un piccolo prototipo di robot fatto dal braccio di un modellino di gundam, un servomotore, un Arduino 10000, un po’ di Processing / Wiring e il controller della WII… foto a breve su flickr :)

The woman in tech
quindici ragazze brillanti che vogliono diventare professioniste del Web Design nella cornice di Bolzano ed io come docente di fondamenti di design e usabilità.

Devo dire che è stata un’esperienza estremamente positiva dove in due giornate intense si sono passati in rassegna un buon pannello di tematiche legate alla progettazione e alla realtà di essere progettisti/e specialmente in un mercato come il nostro dove non è sicuramente facile far emergere del metodo.

Ora a queste ragazze gli spettano ancora diversi mesi di studio su strumenti e tecniche, un lungo stage di pratica e poi saranno finalmente pronte per il mondo del web italiano che sta vivendo nell’ultimo periodo una forte espansione sia nelle iniziative che nei progetti.

passiamo ora a ciò che mi ha interessato in quanto progettista:

Touchlib
è un kit di sviluppo per la crazione di interfacce multi-touch completamente libero e disponibile. Basato su sistemi di rilevazione dell’infrarosso può essere un buon punto di partenza per sviluppare installazioni interattive o anche interfacce produttive molto semplici.

Oltre a questo vi è anche un progetto collegato chiamato Lux che risulta essere un’interfaccia di programmazione basata su tecnologia flash che dovrebbe semplificare estremamente la creazione di applicazioni basate su touchlib … da seguirne l’evoluzione

Powerset
è un nuovo motore di ricerca a base semantica in linguaggio naturale che nel funzionamento mostra degli aspetti molto interessanti sia nella modalità di ricerca sia in quella di relazione

La nuova interfaccia di facebook
facebook dovrebbe rilasciare a breve una nuova interfaccia utente più compatta e centrata sull’utente del network. È interessante come l’interfaccia sia costruita secondo principi simili hai sistemi operativi ad incarnare sempre di più la realtà di piattaforma contenente infinite applicazioni.

Swimlanes
è un esperimento particolarmente riuscito a mio vedere di un nuova forma di deliverables progettuali che fondono diversi deliverables in uno per dare una visione più d’insieme sul progetto in un solo colpo d’occhio.

Usabilità o esperienza d’uso: qualè la differenza
un’articolo che mi ha incuriosito e che merita sicuramente una lettura

Con questo è tutto… a presto :)


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