2013, il futuro

Negli ultimi giorni del 2012 mi è più volte balenato in mente un pensiero: siamo nel futuro!

Io sono di quella generazione degli anni 80 nata e cresciuta nel pieno di quel movimento che fonde fantasia e scienza in fantascienza per creare qualcosa che veda oltre e che ci faccia vedere come può essere un futuro reale. Particolarmente questo movimento si ripropone quasi ogni centinaio d’anni come ad illuminare il secolo che viene, e che nel 700 prende forma in alcuni scritti illuministici, nell’800 nelle pagine delle novelle di Jules Verne e alla fine del 900 in decine di saghe scritte e filmate da “Asimov” a “Ritorno al futuro“.

Quelle narrazioni parlavano proprio dei giorni che verranno con storie ambientate nel 2013, 2020, 2050 e oltre e ci hanno mostrato delle esperienze che oggi effettivamente fanno parte della nostra quotidianità come leggere il giornale da una macchina a forma di tavoletta o parlare con persone dall’altra parte del mondo guardandole direttamente in faccia.

Beh il pensiero con cui ho concluso l’anno è che il futuro immaginato alla fine dello scorso secolo è oggi divenuto realtà come le macchine immaginate da Verne che nel corso del tempo si sono realizzate.

Se dunque viviamo nel futuro che avevamo immaginato e visto quando eravamo piccoli il 2013 può essere un buon anno per guardare oltre ed iniziare ad immaginare o costruire ciò che verrà.

Il 2013 può essere l’inizio di un ciclo che permetta a nuove tecnologie di nascere mosse da questa capacità di immaginazione per poi permettere al mondo del design di attuare il suo ruolo principe: interpretare la tecnologia calandola nella vita quotidiana per interpretare nuove esperienze che migliorino la vita alle persone.

O almeno, questo è il mio auspicio.

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