Chris Anderson sulla lunga coda

Milano e l’italia potrebbe essere il ground zero della lunga coda, un luogo dove la nicchia, la personalità, la personalizzazione il gusto (la moda) dominano e rappresentano infinite nicchie fatte di boutique che però deformano tutto il mainstream del mercato più “di consumo”… questo si vede molte volte in italia, dove l’economia è basata su PMI focalizzane nel soddisfare in modo approfondito i bisogni delle singole minoranze e non della massa.

Immergiamoci nelle evidenze della lunga coda…

Nel 1935 emersa la new economy vera e propria con l’introduzione dei mass media attraverso la radio, mass media che di fatto hanno portato un uniformazione della comunicazione prima frammentata di villaggio in villaggio.

La radio come mass media portava una reale innovazione poichè al costo di una comunicazione permetteva di contattare migliaia di persone, il costo era sicuramente di infrastruttura ma si riduceva estremamente il costo della singola comunicazione… così si creo di fatto una cultura di massa/una cultura a minimo comune denominatore dove esigenze si incrociano su cose banali ma comuni a tutti.

Si è dunque arrivati ad una cultura dei prodotti di massa, una cultura “sincronizzata” che di fatto ci ha portato verso i TOP / HIT … cultura del 20esimo secolo… ma oggi siamo nel 21esimo secolo, siamo in un’altra epoca :)

  1. Margherita

    Salve…:)
    mi trovo a studiare il libro della coda lunga per un’esame, lo trovo molto interessante…ma non credo che le aziende italiane si siano realmente rese conto di questo potenziale. Non posso parlare da esperta perchè è il primo approccio con la materia (per quanto mi affascni), ma venendo da un paese del sud, io per prima mi sono trovata a confrontarmi con la realtà e con le possibilità dell’internet solo qualche tempo fa (anche se imparo in fretta ;) )…guardandomi attorno vedo tantissime persone che badano in modo quasi angoscioso alla marca, che non sto a nominare, ma la fanno da padrona, per non parlare che al mio paese non c’è copertura ADSL e connettersi è peggio di una tortura cinese…più a sud ancora spesso si trova la mentalità “è un marchio famoso, quindi di maggiore qualità”…le pecore…(senza offesa per nessuno, per un lungo periodo lo sono stata anch’io…forse aiuta anche a definire lo status sociale portare questo o quel paio di jeans)…forse doversi definire “di nicchia” a volte richiede tanta personalità e carattere…perchè ancora spesso si viene additati come “diversi” se porti delle ballerine scozzesi in piena estate che erano di moda, addirittura, l’inverno scorso…!!!Periodo di transito quindi…ci si affaccia curiosi, ma anche un po’ spaventati a tutta questa varietà di offerte…disorientati direi…ma…la domanda che mi sorge spontanea…un domani che avrò finito gli studi e con molta probabilità mi immergerò in consulenza della comunicazione…con quale approccio riuscirò a convincere un’azienda vecchio stampo che deve investire nelle nuove tecnologie? Mi scuso per questo flusso di pensieri…ma a volte mi ritrovo ancora a pensare che non comprerei mai un paio di jeans in internet (anche se costano la metà della metà)…perchè ho bisogno di vedere che mi stanno bene…ho bisogno del contatto…ma sono realmente solo io ad avere questo bisogno? In fondo uscire a fare shopping è anche un modo per distrarsi…per socializzare…preferisco mille volte un contatto diretto piùttosto che davanti ad uno schermo…ma non si possono unire le due cose? Parlo ovviamente da grande ignorante consapevole delle potenzialità del sistema (non sarei qui a studiarlo altrimenti) e su sensazioni personali…però…così ora c’è un commento…;)Saluti. Margherita

  2. Margherita, grazie per aver condiviso il tuo pensiero :)