Design per iPhone: bisogna essere assolutamente meticolosi

Stamani ho trovato 10 minuti per leggere questo post sul blog di Tap Tap Tap che parla della progettazione, sviluppo e promozione del progetto applicativo Camera+ (una gran bella applicazione per appassionati di fotografia).

Mi ha colpito in senso positivo l’accetto dato al valore che da come riscontro diretto sulle vendite la cura nel design dell’applicazione stessa dove loro hanno investito “centinaia di ore di lavoro e raffinamento” secondo un‘approccio totalmente certosino e quasi maniacale verso un buon design.

Il design in questo caso ha pagato a più livelli:

  • Gli utenti hanno dato un riscontro diretto attraverso l’acquisto
  • I blogger e gli stakeholders attraverso l’apprezzamento e le review
  • Apple mettendo in evidenza l’applicazione

Questo ha portato ad un discreto successo su cui molti metterebbero una firma ;)

  1. Interessante questo post, nella sua brevità esprime se ancora ce ne fosse bisogno (e quanto lo è purtroppo) che un design efficace (immagine + interazione) non porta solo a dire “che bello” (il de gustibus è in agguato) ma può avere riscontri oggettivi come appunto un incremento di vendite o un successo di lancio. Purtroppo, parlo per mia esperienza diretta, molti imprenditori quando si affidano a un’agenzia che curi l’immagine e la promozione di un servizio/prodotto o “semplice” brand identity, o si preoccupano di essere solo “belli” per aspirazione quasi personale, o nn se ne curano affatto proprio, perchè si ritiene appartenere a una sfera soggettiva e quindi non o difficilmente misurabile.
    Forse il web, (o la tecnologia in generale) ha più possibilità di rompere questi preconcetti, il suo carattere maggiormente tracciabile ne rafforza le potenzialità e gli aspetti che lo costituiscono, o almeno lo spero…
    Viene facile pensare ad Apple come esempio vincente, anche se le antenne dell’iPhone 4…

  2. Beh, direi che rientra decisamente nella “problematica” sulla qualità (prodotta e/o percepita) in funzione di “determinati livelli di investimento (di tempo e budget) in design” (cit.)

    E direi che “hundreds of hours” di lavoro tradotti in giorni/uomo sono “una bella cifra”.

    Quindi sembra avere conferma la mia e la tua impressione che esiste un gap (difficilmente?) colmabile di qualità/design/budget-richiesto fra progetti di piccole dimensioni, in cui spesso e volentieri però la passione di chi è coinvolto nel progetto sopperisce alla mancanza di budget, e progetti di grosse dimensioni, in cui il budget permette di dedicare appunto centinaia di ore al solo design dell’interfaccia di una applicazione.

    Il problema, per me ancora irrisolto, è nella “wasteland” (cit.) che sta in mezzo, fra questi due estremi. Ma magari avremo modo di parlarne con calma ad uno dei prossimi incontri ;-)

  3. Cristiano concordo con te ma qui si delinea in modo estremamente evidente come la “wasteland” purtroppo non ritorna valore (che in questo caso è misurabile linearmente con i soldi) e dunque è inutile/inefficace in termini di business

  4. Accidenti, quindi la tua diagnosi (io invece sono ancora in fase “esplorativa”, non sono ancora giunto ad una risposta certa) è che in questo “territorio” non c’è possibilità di vita… Ne terrò conto!

  5. Di questo non sono ancora certo ma come scrivevo nel post precedente vedo un’inefficacia di fondo