Eric Reiss: invenzione, innovazione e architettura dell’informazione

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Ecco un grande dell’IA che inizia chiedendo “qualcuno parla danese?” :)

Eric fa una riflessione molto profonda (e difficilmente reinterpretabile in queste poche righe) lanciando subito uno spunto: Il primo link della storia sono stati gli acquedotti italiani che portavano in se anche una forte innovazione “l’arco”.

Ma cosa vuole dire innovare? la definizione di innovazione da dizionario “innovazione: l’introduzione di qualcosa di nuovo” secondo lui è veramente pessima in quanto non introduce un valore positivo della stessa.

Per Eric qualcosa di innovativo è qualcosa di utile, dunque emergono alcune motivazioni alquanto futili per innovare tra cui:

  • differenziare il prodotto
  • per essere differenti
  • per soddisfare il vostro ego

… motivazioni che stranamente sono il credo di una buona parte degli innovatori.

Eric spinge ancora più in la la sua riflessione dicendo che “spingere fino hai limiti non è innovazione” e che alla fine esiste una sola ragione per innovare… risolvere un problema!!!

Emergono così una serie di regole/pattern/leggi (chiamatele come preferite) che Eric dimostra in modo molto brillante e che vanno tenute in conto per una buona innovazione:

  • Prima legge dell’innovazione: se un innovazione non risolve un problema, ne creerà un altro.
  • Seconda legge dell’innovazione: I problemi non esistono nel vuoto e le soluzioni spesso hanno conseguenze inattese.
  • Terza legge dell’innovazione: un innovazione potrebbe capitare per caso
  • Quarta legge dell’innovazione: chi innova conosce e comprende le regole, questa è la differenza tra innovazione e idiozia
  • Quinta legge dell’innovazione: le soluzioni intuitive non hanno bisogno di istruzione (chiaramente considerandone il contesto d’uso… l’intuizione va bene per un sito ma per un applicativo serve l’istruzione)
  • Sesta legge dell’innovazione: gli inventori competono (che patentano) mentre gli innovatori collaborano (e sono ovunque)

Si esce dalla presentazione di Eric avendo compreso molto bene che invenzione e innovazione quasi mai collimano, che chi innova spesso infrange le regole esistenti ma non ne crea di nuove, che il più grande ROI è quando l’utente percepisce il suo problema come maggiore dello sforzo per imparare l’innovazione e che bisogna assolutamente distinguere innovazione da moda!

  1. Matteo

    Uhm… a me risulta che Reiss abbia detto che mentre un’invenzione può essere casuale, un’innovazione non lo è mai.
    Forse ho sentito male io (anche se mi sembra che abbia più senso della frase che hai riportato tu, soprattutto se inserita nel contesto di tutto lo speech).

  2. Luca Mascaro

    Mhhh mi fai sorgere il dubbio, io ho preso appunti al volo e avevo capito così… su che punto si introdurrebbe quella frase così magari la integriamo (partecipatory design :)

  3. Andrea Resmini

    Confermo: le invenzioni possono ‘accadere’, le innovazioni sono progettate.

  4. Luca Mascaro

    Grazie per la precisazione, si vede che non avevo capito bene la sua frase… peer reviewing :)