Il vecchio e l’iPad

Una delle prime regole per essere un buon designer è quella di provare direttamente gli oggetti e le esperienze che si andranno poi a progettare ponendosi chiaramente come dei buoni osservatori critici. È dunque da più di un mese che utilizzo l’ipad nei modi e negli scenari più disparati e vivendo ciò mi sono imbattuto in una serie di situazioni personali o collettive molto interessanti.

La più curiosa di queste lo vissuta una mattina di circa tre settimane fa nella metropolitana di Milano nell’andare ad un evento. Ero seduto in una carrozza della metro da Lampugnano al centro e stavo consultando l’indirizzo della conferenza sulle mappe di Google quando ad un certo punto mi rendo conto che c’è un signore anziano seduto di fronte che mi osserva. Dopo qualche fermata di metro si libera il posto accanto al mio e il signore si sposta chiaramente per poter osservare meglio cosa stavo facendo e da li a poco esorta con un “ma che cos’è questo robo?”.

Gli rispondo che è un’iPad (che non conosceva) e gli ho improvvisato una breve dimostrazione di alcune funzionalità (Internet, la posta elettronica, le mappe, corriere della sera che apprezza particolarmente poiché può finalmente leggerlo con caratteri grandi) de cui lui mi chiede se è facile consultare gli orari dei treni perché continua a chiamare il call center di trenitalia o ad utilizzare suo figlio per cercarli su Internet visto che i siti sono troppo complessi per lui (il signore non usava per nulla internet).

Gli mostro che esistono queste applicazioni che si possono installare facilmente e poi gli faccio provare direttamente quella delle FFS finchè lui non se ne esce con un “fantastico! con questo potrei iniziare finalmente ad usare un computer! Quanto costa che stasera mando mio figlio a comprarmelo?”. Di fronte al prezzo non si è scoraggiato per nulla e salutandoci continuava a dirmi che l’avrebbe comprato.

Questa esperienza devo dire che mi ha colpito particolarmente come designer (per capirci l’ho raccontata con entusiasmo a 3 persone subito dopo che era accaduta) e mi ha fatto riflette su come l’ergonomia e il modello di servizio dell’iPad non offra solamente una fantastica esperienza d’uso ma di fatto funge da fattore abilitante verso fasce di popolazione restie hai normali canali.

Mi ha altresì impressionato l’effetto di diffusione per osmosi che ho potuto vivere: una persona normalmente restia alla tecnologia si trovi dapprima incuriosito, poi interessato e infine coinvolto da questo oggetto.

Chiaramente queste non sono conclusioni generalizzabili al mondo ma per poterle sostenere ulteriormente nelle ultime settimane ho tentato di riprodurre l’esperimento con quante più persone anziane o di mezza età incontravo (di fatto l’ho replicato 8 volte con utenti non digitalmente evoluti) notando sempre replicati alcuni degli effetti descritti.

Possiamo dunque immaginare uno scenario in cui l’iPad altri oggetti semplificati a sua immagine e somiglianza possano fungere nel breve periodo ad abilitare verso il digitale una fascia di popolazione oggi restia?

Secondo me si il che potrebbe in termini sociologici ribaltare per l’ennesima volta il rapporto tra i vari attori nell’uso dei servizi (immagino sportelli virtuali della PA semplificati su iPad) portando così il mercato ad un’ennesimo punto di svolta.

Voi che ne pensate? Avete avuto esperienze simili?

  1. Marco

    Ciao, ti porto un caso molto estremo. Mia nonna soffre di demenza senile in una fase avanzata. Le facoltà intellettive e comunicative sono minime. Le ho fatto provare l’iPad. Ho osservato che 1) interagisce 2) sembra divertirsi. Con un computer normale non c’è verso di convincerla a schiacciare i tasti e non capisce che l’aver premuto un tasto è la causa del cambiamento che osserva sullo schermo. Con l’iPad questo ostacolo è superato. Le ho fatto provare poche applicazioni (la vuvuzela, un piano che miagola, …). Le applicazioni colorate con suoni buffi e un po’ di interazione sono quelle che funzionano meglio per lei. Interessante?

  2. Simone

    Questo e’ proprio quello a cui punta Apple … perche’ vendere pochi Computer a chi ne ha gia’ uno quando si puo’ vendere un computer a tutti quelli che non l’hanno mai usato (e questi partendo da zero con un sistema Apple saranno estremamente fidelizzati)

    E’ una cosa simile a quella che ho fatto con mio padre , lui non ha mai voluto usare computer , quando per esigenze mediche e’ stato obbligato io l’ho indirizzato su Ubuntu Linux , ed oggi dopo 1 anno non ha nessuna intenzione di cambiare visto che per lui “Computer” equivale ad “Ubuntu Linux”

  3. Molto interessante Marco :)

  4. Concordo al 100% con te, Luca.

    Nel nostro piccolo (leggi Italia) abbiamo però un fattore importante che fa da freno alla diffusione nelle fasce “senior” della popolazione, ed è il “costo di mantenimento” dell’oggetto, ovvero l’abbonamento necessario per la connessione ad internet (tutte le attività che elenchi la richiedono, senza di questa di fatto l’iPad è un “mattone” nero e basta). Che sia una connessione domestica o un abbonamento dati 3G, si parla comunque di una spesa che sta attorno ai 30€/mese (più le varie menate della carta di credito o del RID).

    Io l’avrei già acquistato sia per mia madre che per mia zia (specialmente la seconda, era entusiasta di poter leggere i romanzi di Wilbur Smith e allo stesso tempo andare su Wikipedia ad approfondire i personaggi o su Google Earth a vedere dove si svolgevano le storie) però non posso permettermi di “mantenerle” anche dal punto di vista della navigazione, e non me la sento di dirle che devono spendere 360€/anno per navigare su internet e usare l’iPad.

    Purtroppo finché non si arriverà ad una offerta (magari con banda limitata, magari con una finestra temporale di utilizzo limitata) che si aggira – stima personale – attorno ai 10€/mese internet resterà precluso a questa fascia di popolazione, ed è un vero peccato (sai quante belle cose si potrebbero fare con un iPad, per gli anziani?).

  5. Cristiano guarda che l’abbonamento che uso io della 3 (tra l’altro prepagato) costa 5 euro al mese per 3gb :)

  6. kappa in splendida forma

    un pensionato che piglia 800 euro in effetti potrebbe investire

  7. OK, vero! Però con la copertura a macchia di leopardo di 3 e le clausole che dicono che “in Roaming Nazionale GPRS la tariffa applicata è di 60 cent.€/MB” si rischia sempre di prendere delle legnate a fine mese. Cmq sì, diciamo che magari nei grandi centri urbani il problema non si pone, effettivamente.

  8. Ciao Luca,
    la storia che ci hai raccontanto è divertente e offre spunti molto interessanti.

    Solo una precisazione: ho provato per due volte un iPad in un negozio di informatica e tecnologia e per tutte e due le volte ne sono uscito con un evidente dolore al collo. Siamo sicuri che sia veramente ergonomico come dici?

    Mettiamola in questo modo: poggiato sulle gambe mentre si è seduti in metropolitana o in autobus costringe chi ne usufruisce a volgere la testa verso il basso causando dopo qualche minuto probabili dolori alla nuca.

    Una possibile soluzione potrebbe essere quella di inclinare il dispositivo di 70-75 gradi rispetto all’orizzontale in modo tale da limitare lo sforzo sostenuto dal collo. Questo però implica: a) disporre di un supporto adeguato; b) chiudere le gambe e usarle come supporto.

    Tenderei ad escludere la seconda opzione per il pubblico in età più avanzata, visto che la loro mobilità tende ad essere molto limitata. Per quello che invece riguarda il primo punto, so che dei supporti esistono ma non ho ben chiaro (non essendo un possessore di iPad né un esperto di ergonomia…) se soddisfino i requisiti (a maggior ragione di un utente anziano).

    A questo punto la domanda è: va bene immaginare scenari come quelli che hai descritto, ma dalla teoria alla pratica quanto ne passa? Il mio dubbio, in definitiva, è che questo oggetto di culto chiamato iPad sia bello da vedere, bello da usare, ma lungi dall’essere ergonomico. Tu che lo usi da un po’, cosa ne pensi?

    Grazie,
    Simone

  9. @Claudia vero ma il mio è un discorso generale, poi rientrano anche i fattori economici che però sono marginali in molte nazioni (la pensione media in Svizzera è tre volte quell’importo)

    @cristiano certamente ma la situazione andrà a migliorare

    @simone quello che indichi a livello ergonomico è vero tanto da costringermi ad usarlo praticamente solo appoggiato, ma in tale posizione funziona egregiamente e il principio resta se si facessero per esempio dei porta iPad più ergonomici per persone anziane

  10. kappa svacco on

    anche il mio è un discorso generale. credo che per un minimo di… come dire? i medici direbbero deontologia, io dico solo “forma”, non cercherei giustificazioni sui vantaggi verso le categorie “svantaggiate” per i miei giocattoli.
    faccio parte del sistema, non ritengo di avere nessun impatto sul mondo o sulla cronaca. i giocattoli rstano tali ed i vecchi rovistano nei cassonetti. non sarà l’ipad a cambiare nulla, per loro e per me.
    cambierà molto sul mio lavoro, che è un’altra cosa.

  11. Nell’applicazione pratica è chiarissimo e corretto il tuo ragionamento ma è dipendente dal contesto poiché in molte nazioni resta applicabile. Comunque iPad a parte è interessante il modello nel poter abilitare nuove fasce d’utenza creando device semplificati, no?

  12. kappa depressa

    stavo giusto leggendo un articolo a riguardo – (dopo quello di Stallman che tira bordate):

    http://thinkdivergent.wordpress.com/2010/06/29/linsostenibile-pesantezza-dellapparenza/

    come dire: l’apparenza inganna spesso (o sempre?) – il device del buon Steve a me sembra faccia leva sul bisogno indotto più che altro. l’idea di abilitare nuove fasce d’utenza andrebbe sfruttata. chi può e vuole lo faccia.

  13. Eheh ok, Claudia ma se domani ci fosse un’altro device con lo stesso modello fatto magari da htc o lg per la metà del prezzo secondo te potrebbe essere abilitante?

  14. kappa depressa

    il prezzo è un parametro secondario o comunque non è requisitio- jaws costa mi sembra circa 10.000 euro ma più o meno funziona – quello che manca è l’idea di realizzare un prodotto che davvero abiliti (come si suol dire) fasce di utenza finora fuori dal “giro”.
    io credo che Apple (mi ripeto) faccia leva sul brand e sul bisogno indotto. (io ho 5 ipod, per dire).
    ipad resta un giocattolo.

  15. Sicuramente apple gioca tutto su quella leva, quello che mi chiedevo più profondamente e se un device “trasparente e semplificato” con applicazioni “semplici esemplificate” possa essere un’abilitante verso queste fasce di popolazione considerando anche l’appeal naturale che sembra avere l’interazione naturale

  16. secondo me sì Luca.
    tra l’altro senza farli sembrare andicappati come può fare http://www.eldy.org/

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