Interazione e interfacce, un connubbio fatto di dettagli

Progettare un interazione su un interfaccia definita sembra a volte una cosa scontata, specialmente per quanto riguarda i comportamenti nella reazione. Per fare un esempio sembra scontato a tutti che quando si clicca un link (interazione) l’interfaccia cambia poichè si cambia pagina web.

Nel software e le rich internet application questa reazione non è scontata, non si sa mai esattamente cosa aspettarsi (si aprirà una nuova finestra o mi darà un loading?) e quindi i progettisti devono progettare anche quelli che sono i feedback cognitivi. Ora questi feedback sembrano scontati su azioni banali come il click o l’enter da tastiera, ma su interazioni avanzate e collaterali come lo scroll con la rotellina del mouse o il drag? Li entra la capacità del progettista di scovare una soluzione che è quasi sempre composta da piccoli dettagli.

Questa cura nei dettagli l’ho scovata molto bene nei progetti di Google, per esempio in Google maps se si usa la rotella del mouse per aumentare o diminuire lo zoom l’interfaccia reagisce mostrando quattro angoli di rettangolo (che corrispondono visivamente alla cartografia) che si espandono o si contraggono. Un feedback cognitivo importante fatto di un piccolissimo dettaglio.