Knol è meglio di Wikipedia

Ultimamente ho iniziato ad usare come riferimento Knol al posto di Wikipedia cercando di approfondire alcuni argomenti legati alle interfacce utente e ai processi mentali.

Utilizzandolo ho notato come il modello di Knol nonostante abbia una maggiore frammentazione delle informazioni fornisce una qualità di approfondimento eccelsa data dal modello “articolo personale” adottato da questa piattaforma. In pratica è facile trovare più articoli di più esperti, relazionati tra loro, che forniscono uno spettro molto ampio di punti di vista.

Se a questo unite l’indice di reputazione dell’autore/articolo, la discussione e tutti gli strumenti presenti in wikipedia è facile accorgersi di come a volte è molto più importante avere uno spettro di informazione più ampio (anche se a volte contrastante) piuttosto che unificato ed intermediato.

La verità non esiste, esiste una realtà personale fatta di punti di vista e questa realtà si può definire come conoscenza personale; conoscenza che Knol sa raccogliere molto bene.

Questo concetto tra l’altro può anche racchiudere in parte il concetto di personal knowledge management che abbiamo discusso più volte con Gianandrea dove si immaginava che un’utente in un suo spazio personale potesse gestirsi il suo punto di vista conoscitivo confrontandolo con quello comune.

Personalmente alla fine ritengo che in generale il valore della conoscenza sta proprio nella prospettiva più ampia regolata però dai vari indicatori di reputazione che fanno emergere la versione più comunemente accreditata.

  1. C’è una complessità crescente nell’esercizio quotidiano di gestione della conoscenza che crea una “domanda” a cui forse un design senza solide competenze psicologiche non riesce a dare piena risposta.
    L’A.I. e il Web Semantico sono ancora “rotte” più che “mete” e una maggiore aderenza, capacità di aggancio al funzionamento e logica dei processi psichici sono elementi imprescindibili su cui investire per la costruzione di un “ecosistema dell’interazione” più efficace ed efficiente
    Per esempio, il ruolo del fattore emotivo nei processi cognitivi nella ricerca ……

    Non dimetichiamoci anche il punto di vista più ampio in cui si inserisce l’evoluzione della progettazione, cioè la co-evoluzione uomo-macchina. C’è un effetto di trasformazione reciproca tra utenti e artefatti cognitivi sempre più pervasivi che vale la pena saper anticipare e non “inseguire”.

  2. Mi sconcerta un po’ il tuo post, Luca, ricordando la nostra discussione che hai riportata in http://www.lucamascaro.info/blog/2006/11/nel-nuovo-web-e-importante-citare-le-fonti.html . E mo’ parli dei “vari indicatori di reputazione”, di “più esperti” – ma una reputazione, una perizia confermata da cosa, se non dal vecchio sistema accademico?

  3. Ciao Claude, il nostro discorso è ancora validissimo, il punto e che knol propone un modello alternativo che non si arroga il fatto di costruire una verità condivisa (modello valido ma non perfetto) ma esprime punti di vista di persone che si vogliono esporre (tendenzialmente esperti) che poi vengono corretti e giudicati dagli utenti. È un modello diverso che sto valutando molto positivamente per il tipo di informazioni che offre.

  4. Sarei abbastanza d’accordo su knol come modello alternativo e forse complementare, che fa cose diverse.
    Però sul tuo “che poi vengono corretti e giudicat dagli utenti” nutro dubbi: in quasi tutti gli articoli di knol che ho visto gli autori hanno scelto di impedire le modifiche, e in diversi articoli, addirittura di impedire le discussioni.
    Sembra che Knol sia nata dall’intelligente voglia di Google di sfruttare una nicchia creata da insegnanti poco familiari con Wikipedia – e in particolare delle sottopagine “citare questo articolo” che ne hanno vietato l’uso come riferimento in lavori scolastici / universitari. Tra le motivazioni di questi insegnanti c’era appunto la difficoltà di identificare l’autore, e Knol lo fa.

    A parte il fatto che su Wikipedia, è possibile vedere dove ci sono autori idenditificabili nella cronolgia di un articolo tramite il loro profilo WP , Knol in realtà rischia di unire il peggio dell’editoria accademica tradizionale (quando gli autori vietano modifiche e commenti) con il peggio dell’editoria “libera” online, visto che non c’è nemmeno il peer reviewing preliminare dell’editoria accademica tradizionale. Due esempi tratti per la prima frase dalla realtà:

    – Un docente universitario utilizza dei grafici di un suo studente nei suoi corsi spacciandoli per propri. Se provasse a farlo in un articola su WP, i grafici potrebbero essere rimossi per violazione della regola sull’uso di materiale altrui. Su Knol sarebbe molto più complicato.
    – Un docente di psicologia a liceo, autore di un articolo sull’omosessualità così omofobo da essere stato rifiutato persino da una rivista accademica di gesuiti, finora l’ha soltanto spacciato ai suoi allievi. Adesso lo potrebbe pubblicare tranquillamente su Knol vietando commenti e modifiche, mentre su WP verrebbe cassato per violazione del NPOV.

    Altri problemi di Knol:

    – paradossalmente, la libertà di ciascun autore di scegliere la licenza di copyright che gli garba: siccome la licenza scelta è poco visibile, c’è maggior rischio di violazione che con WP dove la licenza è sempre la stessa per tutti gli articoli

    – il fatto che Knol sia offerto da Google, che rischia di fare arricciare il naso agli stessi docenti tradizionalisti che vietano l’uso di WP come riferimento, perché Google è commerciale, non accademico, e così via con il solito blabla dei paladini della torre d’avorio (specie di quelli europei americanofobi).

  5. PS Grmpf, avessi saputo ti avrei risparmiato la tiritera sopra e linkato semplicemente a http://www.andrewlih.com/blog/2008/07/28/google-knolwikipedia-comparison-faulty/ . Interessante anche l’articolo di WP su Knol, http://en.wikipedia.org/wiki/Knol , dove malgrado le numerose note di riferimento, qualcuno ha aggiunto un banner “This section has been nominated to be checked for its neutrality.Discussion of this nomination can be found on the talk page. (September 2008)”. Non sarebbe possibile un banner equivalente su un articolo di Knol.

  6. Tutte motivazioni valide le tue Claude su cui riflettere, chiaramente non c’è un sistema perfetto ma mi sembra che per gli scopi di raccolta di conoscenza da cui sono partito Knol abbia al momento un vantaggio competitivo nonostante tutti i problemi che hai citato, non pensi?