La non conoscenza di infiniti contesti

L’essere umano ragiona troppo per stereotipi ed io come essere umano mi allineo a questo comportamento.

Chi di voi andando a bologna in un cinema di periferia a metà pomeriggio di mercoledì a vedere “Die Hard 4” mi sa dire quale tipo di pubblico troverebbe?

Ho fatto questa domanda ad una ventina di persone e le risposte che ho ricevuto sono: giovani, studenti/studentesse, disoccupati… la realtà? A questa realtà non ci volevo credere neppure io però in quel contesto mi sono trovato in sala con più di 20 persone anziane over 60, principalmente donne che facevano battute e si esaltavano per Bruce Willis.

Questo contesto inaspettato è stato guidato da una valutazione comune stereotipata sull’incompatibilità tra le persone anziane e quel genere di film che di fatto ci insegna per l’ennesima volta che i casi di non conoscenza di un contesto sono potenzialmente infiniti.

E qui arriva il punto, in progettazione (dal prodotto alla comunicazione) se non si conosce il contesto si porta di sicuro il prodotto al fallimento o al non raggiungimento del massimo potenziale ma per fortuna se i contesti non conosciuti sono ancora infiniti si può affermare che potenzialmente ci saranno infinite possibilità per la progettazione, basta solo scoprirle ;)