Lift Day 1 – Second life per le aziende moda o mercato?

Sono riuscito dopo 5 ore di macchina ad arrivare finalmente al LIFT 2007 giusto in tempo per partecipare ad un’workshop pomeridiano dal titolo “Second life for business – hipe or asset” presso Arvetica.

Il workshop si è sviluppato in modo alquanto fruttuoso in quanto non ci è stata riportata una risposta ma siamo stati stimolati ad arrivare in team ad una conclusione attraverso un approccio di problem solving. In tre team di 6 persone (che non si conoscevano fino ad un ora prima) abbiamo sviluppato due possibili scenari, uno di successo e uno di insuccesso per poi confrontarci ed identificare criticità emerse tra le varie proposte.

per scaricare le slide (12mb)

Nello scenario negativo (IBM spende 85 milioni per nulla) sono emerse quattro grandi criticità di second life:

  • la difficoltà nel vivere e la difficolta nel creare (problemi di usabilità). La prima difficoltà porta il rischio che second life essendo troppo complicato possa restare per soli geek non creando così un’mercato sufficientemente grande, mentre la seconda porta il rischio che le professionalità e il tempo necessari per realizzare qualcosa in second life siano troppo “esigenti” e dunque il ritorno di investimento non valga l’investimento. In questo punto abbiamo però osservato come la prima difficoltà sia più rischiosa della seconda che è comunque superabile al momento.
  • la limitazione dell’esperienza utente in second life (problemi di feature e tecnologia). Per usare second life ci vogliono tante risorse sul computer per avere alla fine una UX con una grafica scarna e senza un meccanismo di comunicazione vocale il che potrebbe non accontentare una grossa fetta dell’utenza
  • i rischi legali e sociali (sicurezza). Chi mi vieta di utilizzare il logo o i marchi di IBM per fare il mio business in second life, oppure chi mi vieta di ideare un edificio identico a quello di IBM in second life facendo una specie di phising di edifici? nessuno e questo è un grande rischio per una grande azienda
  • la possibilità che escano nuovi mondi alternativi a second life che però risolvano i punti precedenti

Vi erano poi altri punti meno critici come il costo dei linden dollar e la scalabilità della rete ma sono rischi opinabili.

Nello scenario positivo (l’85% delle fortune 500 entra in second life) sono emersi più che altro punti critici che andrebbero risolti per realizzare lo scenario (in pratica prendete i punti precedenti e ribaltateli in risolto!) ma con tre possibili vie per risolvere questo scenario:

  • Linden labs risolve i problemi magari attraverso delle partnership per i contenuti con player come myspace
  • Linden labs viene comprata da un grosso big o da un consorzio (Google, Sony, MTV) che si occupa di risolvere i problemi e di introdurre modelli economici solidi (es: advertising, contenuti di qualità, ecc…)
  • Un altro mondo sostituisce second life, un mondo più aperto, semplice ma orientato al business

Alla fine si è votato per quale scenario possa realizzarsi e ha vinto lo scenario positivo (8 per il positivo e 7 per il negativo) ma tra chi ha votato positivo solo in due credono che sia il second life attuale il mondo per il business e io sono d’accordo con quest’ultima posizione.

ps: per chiunque voglia seguire in tempo reale la mia avventura al LIFT sto mantenendo una galleria commentata su flickr.

  1. Anonymous

    Invito tutti gli utenti Second Life e tutti gli interessati, che ovviamente lo desiderano, a contribuire ad una ricerca universitaria, dedicando 5 minuti alla compilazione del questionario che trovate a questo indirizzo:

    http://www.makesurvey.net/cgi-bin/survey.dll/10C721942CF642628B4EC4B25915E4DE

    Vi ringrazio per la collaborazione!