Lift Day Keynote – Inteligenza collettiva e collaborazione creativa

Jaewoong Lee, fondatore e amministratore di Daum Communication la più grande piattaforma internet asiatica con 37 milioni di utenti registrati, ci parla di come gli utenti creano, pensano e collaborano all’interno dei servizi 2.0.

Lee fonda la sua discussione su i suoi studi universitari della mente umana e del cervello indicando come questa nuova fase della rete recepisce i suoi più grandi vantaggi proprio dal cervello umano che presenta quattro capacità/caratteristiche

  • la mente è sempre connessa
  • la mente è sensoriale e sa percepire l’ambiente
  • la mente è multitaking
  • la mente ha più layer di pensiero

Questo sta portando ad un’ ulteriore evoluzione i media che riflettono molto bene lo spirito umano (non sono più così artificiali) ed inoltre rispecchiano la forma ultima della comunicazione che nel tempo si è evoluta nel seguente modo:

Se l’ultima fase della comunicazione che abbiamo vissuto è google sorgono però dei problemi dettati principalmente dalla grandissima quantità di informazioni reperibili… quali sono di qualità? Questo problema non ancora risolto si espande ulteriormente in un mondo di contenuti generati dagli utenti dove la quantità di informazione si incrementa esponenzialmente.

Lee però vede in questo problema la prossima fase del web (il web 3.0? ;) ) dove dopo il consolidamento dei modelli del web 2.0 nascerà la forte esigenza di organizzare e di filtrare i contenuti facendo emergere solo quelli di qualità. Per fare questo dovranno nascere dei “intelligent layer”, servizi web sociali dove le persone eserciteranno il potere di filtraggio grazie a quattro caratteristiche di tali sistemi:

  1. aggregation
  2. filtering
  3. community
  4. intelligence

Questa visione di Lee mi sembra molto sensata e potrebbe essere l’evoluzione naturale della rete inoltre Lee riporta un’ulteriore visione dove vede la separazione legata alla semplificazione dei servizi 2.0: tra i canali collaborativi e quelli fruitivi vi dovrà essere una separazione concettuale… in pratica due porte d’ingresso diverse tra chi legge wikipedia e chi la edita, in questo modo si otterrà la maggiore semplicità d’uso per tutti gli utenti e di conseguenza una prima vera globalizzazione dei contenuti di qualità.

  1. Folletto Malefico "@

    Mi stride moltissimo la parte sulle “due porte d’ingresso”, perché così su due piedi – ma forse ho frainteso qualcosa – mi sembra un passo indietro.

    Perché se ho capito giusto, e quindi non son d’accordo, il problema è di interazione con la macchina (interfaccia) e non ha senso parlare di “due porte d’ingresso”: l’ideale io credo sia avere una unica porta, il problema poi è come gestirlo a livello di interfaccia. Se un unico canale non fosse gestibile, solo allora separiamo le due cose.

    Il fatto che spesso ci sia una cattiva progettazione – e quindi orrendi ibridi (fra cui non orrendo, ma includo WikiMedia) – non è necessaria una separazione concettuale.

    Probabilmente però ho frainteso. :)

  2. Luca Mascaro

    Di base invece non hai frainteso del tutto, il problema che sta alla base è questo: wikipedia di fronte a diversi test di usabilità risulta essere scomodo per una parte degli utenti in quanto la parte read ha una certa intromissione di interfaccia dalla parte write (gli edit che gli utenti non capiscono) mentre la parte write risulta molto poco comoda al momento, questo è vero in wikipedia ed è vero in molte altre applicazioni 2.0 che di fatto fondono forse troppo le tue visioni read & write.

    Questa eccessiva fusione funziona molto bene per gli utenti avanzati ma non per il resto dell’utenza e quindi in futuro andrebbe probabilmente sviluppata meglio la coesistenza di questi due modi di funzionare anche all’interno della stessa interfaccia ma in modo migliore :)