Nuovi clienti, mercati e successi

Negli ultimi giorni mi sono piombati addosso una moltitudine di stimoli che mi hanno reso più nitido il presente e il futuro. I primi stimoli mi sono stati dati dalla serata “Ticino – 40 anni di successi” organizzata dallo Swiss Marketing Gruppo Ticino (per il quale devo ringraziare un mio amico per l’invito) nella quale, oltre a poter fruire di alcuni case history, mi sono allietato degli interventi del professor Domenico De Masi dell’università La Sapienza di Roma e di Paolo Anselmi, Vicepresidente di GfK Eurisko Milano.

Dai case history ho apprezzato lo spunto che proposto da Alberto Ulrico Feitcknecht che ha presentato la sua Masseria Ramello: una fattoria che sta sempre di più cambiando il modello di business dalla produzione di materie alimentari alla fornitura di servizi agrituristici e di formazione sulla natura (con clientela a livello mondiale grazie al web) fino alla fornitura di energia elettrica e carburanti attraverso il biogas.

Si è poi passati all’intervendo del professorDe Masi, e che intervento… non ho mai riso tanto in una lezione di economia-sociologia comprendendo concetti strategici ed economici complessi. Si è passati dalla battuta

Era chiaro che la guerra fredda non sarebbe finita in uno scontro, perchè in realtà il livello di scontro era tra due modelli economici, il primo (quello russo) sapeva come distribuire la ricchezza ma non come produrla ed il secondo (quello americano) sapeva come produrla ma non come distribuirla. Alla fine i primi hanno perso ma i secondi non hanno vinto.

fino a dei ragionamenti più complessi che dimostravano come il mercato è oramai uscito dalla fase industriale per andare su una fase che guarda più il servizio e la soddisfazione della clientela che anchessa è mutata nel tempo. Il consumatore Europeo attuale guarda sempre di più allo star bene e sempre di meno al possedere trovando il valore aggiunto in fattori come l’estetica, la funzionalità, il servizio, la filosofia e la strategia sociale di un brand/azienda. Il discorso è stato lungo e articolato (peccato che non sia stato registrato) ma in conclusione mi ha colpito un o splendido concetto: il consumatore guarda alla “Qualità dell’esperienza nel vivere un prodotto o un servizio“, il che non lo limita all’uso :)

L’intervento di Paolo Anselmi ci ha infine mostrati come e con quali valori fa le scelte il consumatore nei vari continenti, riprendendo in parte l’intervento precedente ma presentando una ricerca a livello mondiale che evidenziava anche l’evoluzione negli ultimi 8-10 anni dei consumatori. Interessante il risultato che mostra come America e Asia stanno sempre più andando verso gli estremismi del guadagnare ed essere potenti nell’individualità (l’Asia e in special modo la Cina) contro un arroccamento sui valori industriali dell’America (in particolare gli Stati Uniti).

E l’Europa? va per conto suo con dei consumatori multietnici, aperti che vedono (in conferma di quanto detto prima) il valore aggiunto nel vivere bene e usare bene i prodotti apprezzando le aziende che investono in strategia sociale, ecologia, benessere, comunicazione, design, bellezza e comodità/facilità un po a riscoprire l’antica Italia del 700 degli artisti e poeti.

Insomma viva l’essere Europei ;)

Altri stimoli mi sono poi giunti stamattina, il primo è una segnalazione fatta da Leandro Agro sul suo blog che presenta una (ri)scoperta nell’interazione dell’MIT che se fosse già disponibile oggi le sue applicazioni ci migliorebbero sicuramente la vita in molti settori tra cui l’istruzione (spiegare con i disegnini animati) o le perizie (mostrare facilmente cosa è successo). Il secondo stimolo mi arriva da un altro Blog che porta alla luce una proposta (con relativo evento): come c’è lo slow food sarebbe un grande vantaggio se ci fosse lo Slow Design argomento che penso approfondirò anche con la mia azienda ;)