Il social design secondo Facebook

sdg circles Il social design secondo Facebook

Il design sociale è una disciplina emersa qualche anno fa all’interno dello user experience design per studiare e delineare quelle linee guida che connotano l’esperienza di un prodotto o di un servizio digitale in una forma maggiormente sociale e partecipativa.

Da anni i maggiori esperti della materia come Joshua Porter studiano gli elementi progettuali dei grandi servizi come Facebook o Myspace per determinare le linee guida (spesso rivelatesi molto vicine a quelle del design persuasivo) che i designer di tutto il mondo possono seguire per concepire queste particolari tipologie di esperienze, visto anche il fatto che i team di design dei grandi attori del mondo sociale rilasciavano le informazioni legate alle scelte di design dei loro prodotti con il contagocce (per ovvi motivi di segreto industriale).

Oggi Facebook dopo 7 anni dalla sua nascita ha finalmente rilasciato qualche timida indicazione ufficiale su quali sono i principi di design che andrebbero perseguiti nella progettazione di servizi sociali. In particolare i principi rilasciati sono farciti di tutte le indicazioni su come implementarli direttamente con le Social Graph API della stessa Facebook che attraverso questa operazione probabilmente vuole allargarne la conoscenza verso il mondo dei designer che troppo spesso non le conosce o le usa impropriamente.

I concetti chiave alla base di tutto sono bene o male i soliti tre: community, conversazione, identità.

Utilizzare le comunità

La community è quell’elemento che attraverso il suo riconoscimento deve creare fiducia e aiutare le persone e le aziende a fare scelte. Partendo da questa considerazione facebook da indicazione di costruire sempre una community dall’accesso e dalla gestione semplice, che favorisca la scoperta di contenuti rilevanti e di quelli legati agli amici.

La metafora degli amici (o l’entità astratta persona) sono centrali nel processo di creazione della fiducia e fungono da accesso a quello che viene definito contesto sociale: l’elenco delle azioni, dello stato, delle informazioni e degli atti che attraverso gli amici mostrano lo stato della stessa sotto-comunità personale ma che anche danno maggiore rilevanza alle singole persone.

L’esempio utilizzato da Facebook è chiarissimo e ne mostra l’efficacia: dire “Sam che vive a New York e avete 3 amici in comune” è molto più chiaro ed invogliante per la creazione di una relazione sociale del dire “Ciao sono Sam” e questo si può costruire incrociando le informazioni ottenute attraverso la comunità.

Costruire e stimolare la conversazione

La conversazione rappresenta tutte le interazioni che avvengono all’interno della community e ne determinano lo stato vitale. Costruirla a livello di design è relativamente semplice infatti alla base basta concepire un meccanismo che permetta di creare una fase di “comunicazione” contrapposta ad una fase di “ascolto”.

La comunicazione può essere un commento, un like, una condivisione o quanto altro che arricchisca l’informazione generale, emetta un azione all’interno del network e permetta di recepire delle reazioni che poi portano all’ascolto.

L’ascolto è sia composto dalla possibilità di emettere nuove azioni alle reazioni (il dibattito attraverso i commenti o altre azioni di feedback) sia il creare una serie di strumenti che permettano di tenere monitorato lo stato della conversazione per abilitare gli utenti ad intervenire al momento giusto.

Ed è proprio su questo ultimo punto che Facebook ci suggerisce di dare la maggior cura al design: senza un buon sistema di notifiche, dei buoni strumenti per monitorare le attività (come il wall) o dei sistemi che mi permettano di vedere le conversazioni in corso la community rischia di mostrarsi senza vita e questo la porta inevitabilmente alla morte.

Curare l’identità

L’identità è quell’elemento che da una connotazione ad ogni attore della piattaforma dandogli appunto un identità individuale.

Il permettere a persone, marchi, società, associazioni, etc di presentarsi in maniera completa, curata e unica permette a tutti di raggiungere una forma personale e di distinguersi dando così una motivazione di esistere in termini digitali.

Qui i principi di design molto importanti sono due, il permettere di curare il contenuto in modo da essere contemporaneamente personali e ricchi (con foto, video, avatar, cose che ci piaciono, etc) e l’abilitare gli utenti a raccontare storie attraverso elementi come il lifestreaming.

In conclusione Facebook con queste semplici direttive non ci da sicuramente un livello di approfondimento sufficiente a concepire e progettare grandi sistemi sociali (che per la loro progettazione contemplano materie ben più profonde come la teoria dei sistemi complessi) ma sicuramente condivide con il mondo delle solide fondamenta con cui i progettisti possono iniziare a comprendere le dinamiche del design sociale e condividerle con i loro stakeholders.

  1. Pingback: Una nuova esperienza per il mio sito | Luca Mascaro

  2. Pingback: Friend or Follow? Un analisi dei modelli alla base delle reti sociali. | Giuliano Iacobelli