Startup basate sull’esperienza d’uso

Stamani grazie a Nicola ho scoperto un’interessantissima presentazione di Alexa Andrzejewski che ha postato una presentazione sui vantaggi e l’impostazione che una startup basata sull’esperienza d’uso dovrebbe avere/ottenere.

La presentazione a mio vedere è però estendibile nelle intenzioni a tutti i nuovi progetti che vogliono puntare a vincere la sfida dell’adozione da parte degli utenti. Leggendo cose come “usare una visione in uso per allineare il team e prendere decisioni collettive” mi viene in mente quanto quest’azione sia tanto importante per una startup quanto per una grande azienda dove decine di teste devono prendere decisioni strategiche su prodotti anche consolidati da anni.

In fondo, che differenza c’è (o dovrebbe esserci) dal punto di vista dello sviluppo del prodotto tra una nuova startup e un nuovo prodotto di una grande azienda?

  1. Marco

    Ciao, anche secondo me i punti toccati dalla presentazione sono generali. Però è molto difficile condividere una visione e vedo che spesso la visione è sottovalutata e considerata solo al livello di “marketing” (nel senso spregiativo del termine). Gli ostacoli che ho incontrato nella mia esperienza sono (a) troppe teste nel progetto vogliono imporre la propria idea e il management non è abbastanza forte e deciso, ma vuole accontentare tutti (b) il sistema deve essere TUTTO (quindi zero). Quindi penso che una startup dove poche persone lavorano ad un’idea comune non influenzate da capi o istituzioni invadenti sia avvantaggiata nel produrre innovazione. Questo se le barriere per entrare sono basse come nel caso del Web.