Virgin prepara il primo spazioporto… una nuova frontiera nel product design

Questo fine settimana leggendo l’ultimo numero di Wired sono venuto a conoscenza che Virgin Galactic ha intenzione di aprire il primo spazioporto terrestre entro la fine del 2010 che abiliterà di fatto nuove opportunità di spostamento sia verso i vari luoghi della terra sia.. chissà.. in futuro verso potenziali colonie nel sistema solare (ok la pianto con la mia fissazione su Gundam :).

Questa notizia oltre a stimolare la mia fantasia mi fa riflettere come progettista e soprattutto porre una domanda: ma i prodotti fisici o digitali che utilizziamo sulla terra o comunque in presenza di gravità sono comunque adatti in assenza della stessa?

Non ho risposte certe a questa domanda (dovrei testare con degli utenti nel giusto contesto ;) però posso immaginare come in assenza di gravità sia per un’essere umano più difficile puntare gli oggetti con la propria mano/indice dunque saranno necessarie interfaccie più grandi (es: le tastiere dei cellulari come anche il mouse li vedo male) ed inoltre vi siano diversi problemi dovuti al rischio di lanciare e dunque danneggiare gli oggetti fisici in quanto le traiettorie non siano evidentemente calcolabili…

Date queste problematiche posso immaginare che nei prossimi anni dovremo come progettisti iniziare a ridefinire gli standard ergonomici per determinati ambienti e soprattutto introdurre nuove linee di produzione e nuove perifiche di input per questi nuovi contesti d’utilizzo… e voi che ne pensate?

  1. Daneel Olivaw

    “…però posso immaginare come in assenza di gravità sia per un’essere umano più difficile puntare gli oggetti con la propria mano/indice dunque saranno necessarie interfaccie più grandi … ed inoltre vi siano diversi problemi dovuti al rischio di lanciare …”

    io proporrei di allacciarsi le cinture di sicurezza prima di mettersi davanti ad un computer (o più genericamente interfaccia).
    essendo vincolati in modo solidale all’oggetto (o all’ambiente) ci sarebbero meno problemi di forze di inerzia e reazioni incontrollate :D

  2. Gian

    Beh, nel mentre che aspettiamo lo sviluppo della gravità artificiale, credo che il miglior modo per interfacciarsi sia tramite la voce. Adesso propongo a Leeander di contattare la NASA :D
    Poi quando si galleggia a gravità 0 o ci si appiglia o l’unica cosa ferma è il nostro stesso corpo quindi si potrebbero sfruttare dei supporti sulle braccia degli astronauti, con tasti, schermi, ecc. ecc..

  3. Leandro

    Raga, il motivo principale per cui -quando si parla di astronavi etc- sono state ipotizzare interfacce vocali è proprio per RIDONDARE TUTTE LE ALTRE UI previste. Quindi NON come unico modo di far le cose (e neanche come principale modo di far le cose) bensì per poter agire in modalità di emergenza. Il fatto che questa era anche la posizione di Edison rispetto al telefono a casa dei privati… poi la cosa -come sappiamo- prese un’altra piega e -ovviamente- lo stesso accadrà per le interfacce ambientali.

    Ah, grazie per il pensiero… ovviamente ho già gente della Nasa tra i miei contatti linkedin… :DDD