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May 22, 2009

I dubbi pre-camp erano molti, format un po’ diverso, pubblico un po’ diverso ma alla fine tutto è andato egregiamente. Anzi tra il centinaio di persone che hanno partecipato la maggior parte era alla sua prima esperienza con un barcamp e dai loro feedback diretti sembra che si siano divertite molto.

È stato un camp se vogliamo più formale degli altri ma finalmente siamo riusciti ad avere studenti, professionisti, ricercatori, startupper e responsabili di grandi aziende tutti in una stanza a scoprire ma sopprattutto discutere di experience design.

E che discussioni direi visto che gli spunti di tutti coloro che hanno parlato sono stati quel giusto mix tra argomenti di domani posti per un pubblico parzialmente neofita in materia ma che comunque aveva fame di comprendere. Si è parlato di Social Network Design, di mobilità, di errori progettuali, di sistemi complessi, di come le aziende giorno dopo giorno affrontano la sfida di progettare prodotti per la massa con i pochi fondi che lo stesso mercato ci da a disposizione (grazie Alessandro per il tuo incredibile contributo).

Stamattina quando mi sono svegliato ero molto soddisfatto perchè l’evento di ieri, nella sua modestia, è un segno del cambiamento, di come l’UX design è finalmente una realtà anche italiana dopo cinque anni di lotta per farlo emergere.

Grazie, grazie, grazie a tutti coloro che hanno partecipato e che sono stati la linfa di questo camp, e grazie a Diana, ai ragazzi del SML e a Nicola e Patrizia per il supporto nel renderlo possibile.

Poi per chi fosse interessato ad approfondire il mio speech di ieri sui progettisti appassionati ecco come promesso le slide.

Ci rivediamo al prossimo ExperienceCamp ;)

April 19, 2009

Ieri durante una lunga e piacevole chiaccherata con Massimo Pettiti è emerso un ragionamento molto interessanti sulla relazione tra progettisti, appassionati ed innovazione.

Tutti i giorni viviamo una serie di prodotti o servizi frutto di una qualche forma di innovazione e che in qualche modo ci portano una forma di vantaggio e dunque valore ma quali sono i prodotti che consideriamo soggettivamente qualitativamente perfetti?

Ponendomi questa domanda mi sono reso conto che nella maggior parte dei casi i prodotti che reputo soddisfacenti sono comunque un compromesso con la qualità che desidererei poichè non c’è nulla di meglio.

Alla fine gli unici prodotti che reputo “perfetti” sono: la prima PlayStation; diversi videogiochi ed in particolare Final Fantasy 7 e Metal Gear Solid; diversi anime giapponesi in particolare Gunbuster e Macross Frontier; diversi manga e fumetti in particolare Bastard! e Nathan Never, il libro 20′000 leghe sotto i mari di Jules Verne, la nona sinfonia di Beethoven, il film Blade Runner, la moto Suzuki B-King, l’auto Nissan GT-R e forse l’iPhone.

La domanda che mi sono posto è stata del perchè questi prodotti riescono a farmi entusiasmare per loro, riconoscere una perfezione, sussultare e scaldare il cuore… insomma emozionare (spero che ho reso l’idea :)?

…continua la lettura »

 
 
 

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