La giornata e finita e sono qui in aeroporto riflettendo su quanto ho visto in questi due giorni e alle parole scambiate con manager e designer di Ford.
Il tema del salone è sicuramente stato quello della sostenibilità con automobili quasi definibili “ecologiche” ad un impatto ambientale minimo (in confronto di quello che si osservava nei modelli di solo 3-5 anni fa). Praticamente il 100% dei marchi automobilistici ha lanciato automobili che consumano e inquinano poco o utilizzano tecnologie ibride seguendo così una tendenza sicuramente annunciata grazie agli incentivi pubblici e le mode più recenti (ecologico = sostenibile = etico? non ne sono sicuro).
A seguire vengono tutti gli altri temi: sicurezza, design, ergonomia e entertainment che formano la cosidetta driving experience.
Come accennato però nel post precedente non si delineano vere e proprie innovazioni radicali e anzi si conferma l’impressione di vedere tutto d’un colpo le innovazioni tecnologiche accennate per anni.
Stamattina il salone apre ai giornalisti e vengono presentate tutte le ultime novità automobilistiche. In giornata andrò quindi a vedere nel dettaglio le nuove tecnologie che verranno introdotte nei prossimi due anni.
Ieri osservando i messaggi dei vari stand e parlando con il personale tecnico di Ford si conferma la tendenza preannunciata di investire sempre di più su tre elementi: tecnologie verdi, sicurezza attiva/passiva e design personalizzato toccando così sempre più la sfera dei bisogni di sicurezza e identità del cliente.
Settimana scorsa sono stato invitato da Ford a passare un paio di giorni a Francoforte per seguire l’IAA 2009, il motor show di Francoforte, e confrontarmi con i loro ingegneri e designer sulle innovazioni nel mondo dell’auto.
Ho accettato e quindi stamattina sono già qui a Francoforte pronto ad andare in fiera :)
L’UXmeetup in questi ultimi mesi ha toccato svariate tematiche dei giorni nostri ma durante il prossimo, che si terrà il 7 settembre nei nostri uffici, si farà un ragionamento comune su quali saranno le esperienze d’uso che vorremmo vivere domani e perchè. La mia speranza e che questo proiettarci in avanti ci faccia capire quali sono gli spunti che maggiormente toccano l’interesse della collettività e quali sono i passi da cui partire oggi.
Siete tutti invitati a partecipare, così poi al termine ci andiamo a fare una bella pizza ;)
Finalmente il programma del master ha trovato una sua forma definitiva e sono aperte le iscrizioni. Il MAInD è un master multidisciplinare che si propone di dare delle solide basi di design dell’interazione in diversi campi (ambienti, artefatti, network e servizi) abilitando così i futuri progettisti a creare progetti che possano configurarsi nell’incrocio degli stessi.
Il corpo docenti proviene da differenti realtà internazionali anche con l’ottica di trasmettere una visione quanto più ampia possibile ai futuri allievi.
Per chi fosse interessato a sviluppare questa professionalità sono aperte le iscrizioni e i presupposti di questo master presentano un livello qualitativo di alto livello il che andrà tutto a beneficio dei futuri allievi.
È da qualche mese che i temi della mobilità, dell’Hyperlocal Web, della località fanno parte della mia dieta quotidiana specialmente quando si parla di nuove opportunità di business “sostenibili”.
Questa notte Google ha concretizzato in un solo colpo molti degli scenari che si stavano delineando nei mesi scorsi grazie al lancio della nuova versione del local business center.
Il LBC permette agli utenti che gestiscono delle attività commerciali di gestire in prima persona e gratuitamente il listing della propria azienda negli indici locali di google (google local search, google maps, google mobile) gestendone tutte le informazioni.
Questa per me è una settimana veramente intensa. Infatti dopo aver passato tre giorni presso un cliente a Bari per capire cosa e come vuole essere nei prossimi mesi online concluderò la settimana con due eventi.
Domani infatti finalmente ci sarà a Milano l’ExperienceCamp che abbiamo direttamente organizzato in Sketchin con Elastic e SML. Come intervento pensavo di portare una riflessione più approfondita sugli effetti degli appassionati progettisti su cui mi piacerebbe confrontarmi con qualche uomo-marketing che si occupi di LoveMarks, ce ne sarà qualcuno? :)
Venerdì poi, se riuscirò ad incastrare i miei impegni, andrò a Roma per il Techgarage 2009 (con relativo barcamp rapido) dove una serie di startup competeranno di fronte ad una giuria d’eccezione. La cosa interessante di questo tipo di eventi al di fuori delle solite polemiche italiane è che fanno emergere una realtà di idee provenienti dal basso che si confrontano per la prima volta con un modello di valutazione e competizione molto all’americana.
A proposito di americani voglio inoltre segnalare che sempre a Techgarage quest’anno ci sarà in giuria Saeed Amidi, il fondatore del PlugAndPlayTechCenter uno dei più grandi incubatori della california, che ho conosciuto personalmente l’anno scorso negli stati uniti e che può sicuramente dare un contributo culturale incredibile a chi si occupa di innovazione.
Nell’ipotizzare le possibili evoluzioni di qualunque prodotto, servizio o sistema è naturale partire da un’osservazione di come il medesimo si è evoluto nel tempo. Questo è proprio l’esercizio che ha condotto Thomas Baekdal sul mondo dei media nel suo articolo “where is everyone” dove analizza in maniera molto dettagliata la situazione dei singoli periodi storici.
Il 9 e 10 maggio si terrà ad Assisi il congresso nazionale degli informatici professionisti che tratterà su due giornate lo stato dell’arte di ciò che la ricerca nell’ambito dell’ingegneria informatica ha raggiunto oggi.
In particolare verranno trattati diversi temi legati al web del futuro come il cloud computing, la partecipazione, la semantica, i media sociali e l’identità digitale.
Personalmente avrò il piacere di fare parte di una tavola rotonda con Nicola, Massimo, Mafe e Gianluigi in cui discuteremo su quelle community che producono risultati (o meglio dire valore in qualche forma). L’aspetto veramente interessante di questa discussione sarà a mio vedere il confrontarci sul tema del valore e dell’utente con un pubblico che deriva da un mondo molto competente in ambito ingegneristico.
L’evento è gratuito e aperto a chiunque voglia partecipare, basta iscriversi sul sito ufficiale.
Ieri durante una lunga e piacevole chiaccherata con Massimo Pettiti è emerso un ragionamento molto interessanti sulla relazione tra progettisti, appassionati ed innovazione.
Tutti i giorni viviamo una serie di prodotti o servizi frutto di una qualche forma di innovazione e che in qualche modo ci portano una forma di vantaggio e dunque valore ma quali sono i prodotti che consideriamo soggettivamente qualitativamente perfetti?
Ponendomi questa domanda mi sono reso conto che nella maggior parte dei casi i prodotti che reputo soddisfacenti sono comunque un compromesso con la qualità che desidererei poichè non c’è nulla di meglio.
La domanda che mi sono posto è stata del perchè questi prodotti riescono a farmi entusiasmare per loro, riconoscere una perfezione, sussultare e scaldare il cuore… insomma emozionare (spero che ho reso l’idea :)?