Nell’ultimo anno ho tenuto più volte dei seminari o dei corsi legati al web mobile o mobile 2.0. Nel tempo ho sviluppato una serie di slide introduttive alla materia che ho fatto evolvere sino ad una versione che oggi reputo abbastanza stabile da poter essere liberamente distribuita.
Dunque qui di seguito trovate le slide anche in formato scaricabile sotto licenza creative common by attribution
È da qualche mese che i temi della mobilità, dell’Hyperlocal Web, della località fanno parte della mia dieta quotidiana specialmente quando si parla di nuove opportunità di business “sostenibili”.
Questa notte Google ha concretizzato in un solo colpo molti degli scenari che si stavano delineando nei mesi scorsi grazie al lancio della nuova versione del local business center.
Il LBC permette agli utenti che gestiscono delle attività commerciali di gestire in prima persona e gratuitamente il listing della propria azienda negli indici locali di google (google local search, google maps, google mobile) gestendone tutte le informazioni.
Io personalmente porterò ciò che ho potuto apprendere durante lo sviluppo di una serie di progetti in Europa e Stati Uniti e sopprattutto ciò che ho osservato durante il mio recente viaggio in Giappone, dove l’internet mobile è una realtà.
In particolare quello che mi ha colpito maggiormente e che traspare attraverso le foto che vedete sopra è come in giappone la multicanalità sia stata veicolata attraverso una completa integrazione con il mondo fisico e della comunicazione.
Per fare due esempi, in tutta la città ci sono TAG 3D da cui con un normale cellulare si può aprire la pagina web del comune legata al luogo in cui ci si trova, o ancora, quando si vede una pubblicità interessante in genere non viene riportato l’URL ma quali parole chiave digitare nel motore di ricerca, un approccio molto più semplice.
Questo e tanti altri esempi mi hanno mostrato una realtà di mobilità veicolata che non è così infattibile anche nella vecchia e cara Europa.
Negli ultimi mesi ho avuto più volte dentro di me la volontà di razionalizzare un po’ le strutture dei servizi che utilizziamo e progettiamo ogni giorno ma ogni volta che mi sono posto di fronte al foglio bianco non sono mai riuscito a giungere ad una sintesi.
L’annata di servizi ed evoluzioni 2007-2008 ci ha fatto confrontare con migliaia di piccole novità e qualche decina di nuovi modelli di servizio che di fatto riscrivevano ogni volta lo scenario con cui si potrebbe modellare il proprio servizio online. Tutta questa continua evoluzione provocava in me quasi un’impossibilità a razionalizzare tali modelli ma ora sembra che abbiamo raggiunto un momento di stasi che mi permette di tentare questo esercizio.
Di base si sono viste due tendenze generali in molti servizi:
integrare o essere integrati con altri servizi
essere sempre disponibili su tutti i canali
tendenze che hanno portato a una destrutturazione delle infrastrutture tecniche e progettuali verso una capacità di essere sempre disponibili in più forme.
Questo concetto chiaramente non è nuovo, fin dall’inizio del web 2.0 si è sempre parlato di mashup ma oggi gli stessi mashup arbitrari hanno trovato una serie di modelli finiti con cui chi progetta i servizi si può confrontare.
Nell’ultimo numero di Global Investor(file pdf), rivista di riferimento per investitori edita da Credit Suisse, si spiega in maniera strutturale l’evoluzione che avranno gli investimenti strategici su internet focalizzando in particolare l’attenzione sull’internet mobile.