Rapida segnalazione di una fantastica installazione presente al WWDC 2009 che ho appena scoperto all’agilecamp.
L’installazione mostra semplicemente in tempo reale gli acquisti fatti sull’apple store tra le prime 20′000 applicazioni :)
Rapida segnalazione di una fantastica installazione presente al WWDC 2009 che ho appena scoperto all’agilecamp.
L’installazione mostra semplicemente in tempo reale gli acquisti fatti sull’apple store tra le prime 20′000 applicazioni :)
Oggi ho messo gli occhi su un curioso concept di iPhone sviluppato da Rodolphe Desmare che mi ha immediatamente colpito per l’interfaccia utente proposta (magari involontariamente).
L’interfaccia di relazione mostrata che pone la videoconferenza in relazione alla posizione mostra in contemporanea le potenzialità date da tutti i sensori presenti sul device. Inoltre pone degli interessanti scenari nell’ottica dei ragionamenti e delle piattaforme di presenza iperlocale come Qi!
Stavo leggendo questo articolo su alcuni motivi che (sembrano) comuni per vedersi rifiutare un applicazione sull’apple store.
La cosa più curiosa è che molti (se non i principali) motivi sembrano proprio essere di esperienza d’uso ed in particolare di violazione delle HIG. Questi motivi sembrano molto coerenti con quanto specificato da apple agli sviluppatori di tutto il mondo qualche mese fa.
Ieri durante una lunga e piacevole chiaccherata con Massimo Pettiti è emerso un ragionamento molto interessanti sulla relazione tra progettisti, appassionati ed innovazione.
Tutti i giorni viviamo una serie di prodotti o servizi frutto di una qualche forma di innovazione e che in qualche modo ci portano una forma di vantaggio e dunque valore ma quali sono i prodotti che consideriamo soggettivamente qualitativamente perfetti?
Ponendomi questa domanda mi sono reso conto che nella maggior parte dei casi i prodotti che reputo soddisfacenti sono comunque un compromesso con la qualità che desidererei poichè non c’è nulla di meglio.
Alla fine gli unici prodotti che reputo “perfetti” sono: la prima PlayStation; diversi videogiochi ed in particolare Final Fantasy 7 e Metal Gear Solid; diversi anime giapponesi in particolare Gunbuster e Macross Frontier; diversi manga e fumetti in particolare Bastard! e Nathan Never, il libro 20′000 leghe sotto i mari di Jules Verne, la nona sinfonia di Beethoven, il film Blade Runner, la moto Suzuki B-King, l’auto Nissan GT-R e forse l’iPhone.
La domanda che mi sono posto è stata del perchè questi prodotti riescono a farmi entusiasmare per loro, riconoscere una perfezione, sussultare e scaldare il cuore… insomma emozionare (spero che ho reso l’idea :)?
Web 2.0, web 3.0, mobilità, iphone, agilità, inteligenza artificiale, interfacce inteligenti, ambienti e chi più ne ha più ne metta. Nel mondo della progettazione (specialmente quella più legata a processi, business e strategie) oramai si stà parlando e si stanno mischiando una miriade infinita di temi un po’ alla ricerca della “next big thing“, un po’ perchè molti pensatori con la crisi hanno più tempo per filosofeggiare sul domani. …continua la lettura »
Negli ultimi mesi l’iPhone ha preso una fetta di tutto rispetto del mercato della telefonica mobile ma ancora più importante è diventato il device leader dell’internet mobile, anche quello europeo.
C’è chi oggi si ritrova il 60% degli accessi in mobilità al proprio sito da parte di iPhone e iPod ma dentro questo fenomeno c’è un fenomeno ancora più grande. Infatti gli affezionati utenti del melafonino non solo navigano normalmente in internet ma usano anche la connessione per decine di applicazioni installabili e raggiungibili a portata di tocco.
Da recenti statistiche di apple pare che ogni utente abbia installato almeno 2 ulteriori applicazioni a quelle di default che utilizzano la connessione per vivere e che le usino regolarmente.
Negli ultimi mesi personalmente ho seguito diverse conferenze sul tema e con mio team abbiamo lavorato sulla progettazione di alcune applicazioni e siti web ottimizzati per iPhone. Ultima di queste conferenze è stata l’iPhone Tech Talk World Tour a Roma dove apple ha presentato ufficialmente tecniche, statistiche, metodologie e case history sul come progettare e realizzare applicazioni per iPhone.
Oggi è stata lanciata anche in Europa la nuova versione di Google per iPhone (annunciata in anteprima sul NYTimes) che introduce diverse caratteristiche molto interessanti sia da punto funzionale che di esperienza d’uso.
Troviamo la ricerca completa in rubrica, preferiti, recenti o location in cui ci si trova con un ottimo sistema di suggerimento di ricerca (sia totale che parziale). La funzionalità che però ci rende più attenti e la possibilità di fare ricerche in linguaggio naturale attraverso la voce, infatti con un meccanismo di riconoscimento vocale in remoto (registra in locale ed invia al server) Google ci abilita a controllare la sua applicazione con la nostra voce (in inglese).

Attraverso un sistema di inteligenza artificiale infatti l’algoritmo di google cerca di interpretare al meglio l’istruzione contestualizzandola poi in una ricerca.
In ogni caso per chi di voi non avesse un’iPhone per provarla e volesse rendersi ben conto di cosa sto parlando ho preparato un piccolo video di presentazione di questa applicazione.
L’affordance e l’intuitività di un interfaccia utente (sia fisica che digitale) sono tantopiù alte quanto i progettisti sono riusciti ad adeguarla ai comportamenti naturali dell’utente.
Nonostante è vero che i comportamenti in genere variano di utenza in utenza (contesto, personalità, cultura rendono unico ogni utente) vi sono delle basi d’interazione comuni per tutti gli esseri umani che in genere si riscoprono nei bambini piccoli.
Trovo dunque molto curiosi questi due video di un bambino di un anno che utilizza discretamente bene l’interfaccia dell’iPhone che da come si può vedere reagisce alle azioni d’interazione “istintive” che ha il bambino.
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