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	<title>Luca Mascaro dot info &#187; multicanalità</title>
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	<description>Design, User Experience and Innovation</description>
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		<title>Servizi, piattaforme ed il futuro degli ecosistemi</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 13:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Mascaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business e design strategico]]></category>
		<category><![CDATA[Design concettuale e del servizio]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi mesi ho avuto più volte dentro di me la volontà di razionalizzare un po&#8217; le strutture dei servizi che utilizziamo e progettiamo ogni giorno ma ogni volta che mi sono posto di fronte al foglio bianco non sono mai riuscito a giungere ad una sintesi. L&#8217;annata di servizi ed evoluzioni 2007-2008 ci ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi mesi ho avuto più volte dentro di me la volontà di razionalizzare un po&#8217; le strutture dei servizi che utilizziamo e progettiamo ogni giorno ma ogni volta che mi sono posto di fronte al foglio bianco non sono mai riuscito a giungere ad una sintesi.</p>
<p>L&#8217;annata di servizi ed evoluzioni 2007-2008 ci ha fatto confrontare con migliaia di piccole novità e qualche decina di nuovi modelli di servizio che di fatto riscrivevano ogni volta lo scenario con cui si potrebbe modellare il proprio servizio online. Tutta questa continua evoluzione provocava in me quasi un&#8217;impossibilità a razionalizzare tali modelli ma ora sembra che abbiamo raggiunto un momento di stasi che mi permette di tentare questo esercizio.</p>
<p>Di base si sono viste due tendenze generali in molti servizi:</p>
<ul>
<li>integrare o essere integrati con altri servizi</li>
<li>essere sempre disponibili su tutti i canali</li>
</ul>
<p>tendenze che hanno portato a una destrutturazione delle infrastrutture tecniche e progettuali verso una capacità di essere sempre disponibili in più forme.</p>
<p>Questo concetto chiaramente non è nuovo, fin dall&#8217;inizio del <a href="http://www.lucamascaro.info/blog/2007/01/imho-che-cos-il-web-20.html">web 2.0</a> si è sempre parlato di mashup ma oggi gli stessi mashup arbitrari hanno trovato una serie di modelli finiti con cui chi progetta i servizi si può confrontare.</p>
<p><span id="more-404"></span></p>
<p>Di base analizzando gli attuali casi di successo si delineano cinque modelli non esclusivi che di fatto coprono le varie forme di servizio.</p>
<p><strong>1. Servizio</strong></p>
<p><a href="http://www.lucamascaro.info/wp-content/uploads/2008/10/1.jpg" rel="lightbox[404]"><img class="alignnone size-full wp-image-405" title="1" src="http://www.lucamascaro.info/wp-content/uploads/2008/10/1.jpg" alt="" width="200" height="78" /></a></p>
<p>Il modello di servizio web è tradizionalmente l&#8217;offerta di una soluzione attraverso l&#8217;interfaccia classica del browser ed è il modello attualmente utilizzato almeno dal 99% del mercato.</p>
<p><strong>2. Servizio multicanale</strong></p>
<p><a href="http://www.lucamascaro.info/wp-content/uploads/2008/10/2.jpg" rel="lightbox[404]"><img class="alignnone size-full wp-image-406" title="2" src="http://www.lucamascaro.info/wp-content/uploads/2008/10/2.jpg" alt="" width="200" height="83" /></a></p>
<p>Il servizio su più canali è un&#8217;estenzione del servizio web su delle interfacce di commodity che coprono tipicamente differenti devices come i telefoni cellulari o gli smartphone. Le caratteristice fondamentali sono che il canale alternativo viene offerto come un puro gadget senza alcun valore aggiunto dato dalle caratteristiche del contesto d&#8217;uso e che l&#8217;interfaccia alternativa non sempre è basata su tecnologia web ma a volte è un&#8217;applicazione installata (es: applicazioni per iphone)</p>
<p><strong>3. Servizio + API</strong></p>
<p><a href="http://www.lucamascaro.info/wp-content/uploads/2008/10/3.jpg" rel="lightbox[404]"><img class="alignnone size-full wp-image-407" title="3" src="http://www.lucamascaro.info/wp-content/uploads/2008/10/3.jpg" alt="" width="200" height="153" /><br />
</a></p>
<p>Il servizio che offre la sua interfaccia <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/API">API</a> al mondo abilita per la prima volta attori (o servizi) terzi di sfruttare il patrimonio informativo e funzionale del servizio originario per costruirne dei servizi derivati. Questo modello permette per esempio a degli attori esterni di costruire interfacce sui diversi canali o integrarli nei loro servizi arricchendoli e distribuendo in maniera scalare i costi di produzione.</p>
<p><strong>4. Piattaforma</strong></p>
<p><a href="http://www.lucamascaro.info/wp-content/uploads/2008/10/4.jpg" rel="lightbox[404]"><img class="alignnone size-full wp-image-408" title="4" src="http://www.lucamascaro.info/wp-content/uploads/2008/10/4.jpg" alt="" width="200" height="149" /></a></p>
<p>Un servizio che si pone come piattaforma (es: <a href="http://developers.facebook.com/">facebook</a>) permette sempre attraverso delle API di sviluppare applicazioni terze che usino il suo patrimonio informativo e funzionale ma questa volta all&#8217;interno del servizio originario. Questo vuole dire che la piattaforma gestisce tutte le regole di integrazione, distribuzione ed interfaccia. Così facendo la piattaforma cresce internamente di valore grazie alla miriade di applicazioni integrate in essa che allo stesso tempo ne beneficiano in termini di vantaggi di visibilità e distribuzione.</p>
<p><strong>5. Ecosistema</strong></p>
<p><a href="http://www.lucamascaro.info/wp-content/uploads/2008/10/5.jpg" rel="lightbox[404]"><img class="alignnone size-full wp-image-409" title="5" src="http://www.lucamascaro.info/wp-content/uploads/2008/10/5.jpg" alt="" width="200" height="137" /></a></p>
<p>Ed eccoci giunti all&#8217;ultima generazione di servizi, gli ecosistemi. Gli ecosistemi sono servizi multicanale che condividono un cuore funzionale distribuendo però interfacce inteligenti su tutti i canali. In pratica c&#8217;è un&#8217;idea centrale di come funziona il sistema che però viene derivata su web, pc, mac, iphone, ipod, web mobile, ecc&#8230; sfruttando al massimo le caratteristiche contestuali dell&#8217;ambiente d&#8217;uso a vantaggio dell&#8217;intero ecosistema. Il vantaggio è che l&#8217;utente si trova a sfruttare al massimo il servizio sempre e ovunque ottenendo un&#8217;esperienza d&#8217;uso integrata e continua.</p>
<p>Osservando il mercato si possono osservare due sotto-modelli di ecosistemi quelli verticali o orizzontali. Gli ecosistemi verticali (es: <a href="http://evernote.com/">evernote</a>) ti permettono semplicemente di usare al meglio il servizio sul devices utilizzato, invece gli ecosistemi orizzontali (es: ipod + itunes + apple store) sono formati da un&#8217;insieme di oggetti/applicazioni/servizi complementari che oltre a massimizzare l&#8217;uso del servizio ti portano a fare alcune attività supplementari trasversalmente (es: acquistare musica dall&#8217;apple store attraverso l&#8217;ipod).</p>
<p>Devo dire che nella realtà odierna dove un&#8217;applicazione sa dove inizia ma non sa mai dove finisce (sarà più di successo la versione web, iphone o desktop?) e dove l&#8217;<a href="http://www.lucamascaro.info/blog/2008/10/smaucamp-e-presentazione-sul-mobile-20.html">internet mobile cresce esponenzialmente</a> il modello dell&#8217;ecosistema è quello che promette bene in quanto porta a sfruttare al massimo ogni singolo canale / opportunità di mercato.</p>
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