di Luca Mascaro alle 09:45
Stamattina CNN, come preannunciato, ha lanciato il nuovo design che risulta perfettamente in linea con la piccola analisi comparativa che avevo proposto ieri. L’interfaccia è chiara, accattivante e propone una delle migliori soluzioni distribuite di information design che abbia mai visto.
Il fatto che abbiano migliorato un interfaccia già eccellente si consolida sempre di più utilizzandolo ed è interessante capire come hanno raggiunto questo risultato. Nel video di presentazione uno dei responsabili di CNN.com spiega il come siano restati in ascolto verso l’utenza per quasi due anni prima di procedere a questo aggiornamento dell’interfaccia utente realizzato attraverso un processo di progettazione con gli utenti.
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di Luca Mascaro alle 19:15
Volevo segnalare e discutere un interessante articolo del NYTimes che sintetizza i differenti modi di fare innovazione:
- Innovazione classica
- Innovazione verde
- Nuova innovazione
- Innovazione sociale
La parte interessante è come ogni forma di innovazione trova i suoi spazi di coesistenza sulla base di ciò che si va ad innovare. La forma di innovazione che in questo momento mi interessa maggiormente è quella sociale (che non per forza vuole dire dal basso) che viene portata ad esempio attraverso i Meetup.
di Luca Mascaro alle 08:27
Ho sempre pensato che il team che porta avanti Linkedin abbia un talento naturale nel comprendere come sfruttare al massimo i propri dati e l’ecosistema intorno a loro.
Ecco dunque emergere l’ennesima funzionalità realizzata con inteligenza. In collaborazione con NYTimes Linkedin incrocia le informazioni del proprio curricola con gli ultimi articoli pubblicati cercando così di fornire all’utente solamente articoli che potrebbero essere nel suo interesse professionale.

Questo utilizzo di dati cross-applicazione è molto curioso in quanto permette di mantenere “pulite” le caratteristiche funzionali dei due siti (nessuno cerca di fare ciò che fa l’altro) ma nello stesso tempo gli permette di offrire un determinato valore ai propri utenti.
Io penso che questo tipo di approccio sia vincente e replicabile anche con altri servizi e permette di evitare un pericolo concettuale che in italia conosciamo molto bene: il voler far tutto facendo perdere comprensibilità del servizio all’utente