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Post taggati "process"

 
 

September 30, 2009

Settimana scorsa sono stato ad un incontro con Microsoft Italia dove sono state presentate le loro ultime novità per il mondo della progettazione web. In particolare è stato presentato il nuovo impianto strategico composto dalla web plattform 2.0, la nuova versione di expression studio e il programma per le PMI Website Spark.

Personalmente ciò che più mi interessava era la nuova versione di Expression Studio, lo strumento di progettazione d’interfacce nel mondo .Net, che prometteva importanti innovazioni che avrebbero facilitato di non poco la vita del designer.

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May 05, 2009

È oramai già passato più di un anno da quando mi sono avvicinato all’acerbo mondo del design agile per studiarlo ed integrarlo nelle mie attività quotidiane e dopo diverse riflessioni e qualche mese di test in progetti reali ho finalmente finalizzato una bozza di processo agile.

Chi mi conosce da lungo tempo sa che, insoddisfatto ed un po’ frustrato, borbotto riflessioni su processi e metodi più o meno efficaci sin dal 2003, quando mi resi conto che non riuscivo mai a gestire con la dovuta qualità la modellazione di servizi online.

Tra il 2004 ed il 2006 con la nascita di Sketchin queste mie riflessioni si fecero più acute e coinvolsero più persone in più tornate (penso che Emanuele non ce la faceva più a sentirmi parlare di come l’approccio tradizionale all’IA era assolutamente fuori dal mercato) fino a concentrarsi mano a mano nel 2008.

A fine 2008 annunciai in un paio di eventi l’idea di fondere principi strategici dello user centered design, metodologici dello user experience design e tattici dell’agile che ho sperimentato in seguito in diversi progetti.

Ora ho finalmente formalizzato questo processo, che per il momento ho chiamato semplicemente “Agile UXD“, in un articolo per il lancio di UXmagazine.

Nell’articolo ho cercato di riportare a sommi capi le mie riflessioni che spero di integrare prossimamente con anche le caratteristiche e le metodologie di dettaglio del mio schema operativo. Nel mentre volevo chiedervi un feedback sulle stesse (in quanto fino ad oggi hanno retto un confronto generale) poichè sarebbe interessante trovare eventuali falle logiche sempre partendo dall’assunto che un processo non si adatta chiaramente a qualunque progetto.

Che ne pensate?

December 10, 2008

Progettare applicazioni per iPhone

di Luca Mascaro alle 10:30

Negli ultimi mesi l’iPhone ha preso una fetta di tutto rispetto del mercato della telefonica mobile ma ancora più importante è diventato il device leader dell’internet mobile, anche quello europeo.

C’è chi oggi si ritrova il 60% degli accessi in mobilità al proprio sito da parte di iPhone e iPod ma dentro questo fenomeno c’è un fenomeno ancora più grande. Infatti gli affezionati utenti del melafonino non solo navigano normalmente in internet ma usano anche la connessione per decine di applicazioni installabili e raggiungibili a portata di tocco.

Da recenti statistiche di apple pare che ogni utente abbia installato almeno 2 ulteriori applicazioni a quelle di default che utilizzano la connessione per vivere e che le usino regolarmente.

Negli ultimi mesi personalmente ho seguito diverse conferenze sul tema e con mio team abbiamo lavorato sulla progettazione di alcune applicazioni e siti web ottimizzati per iPhone. Ultima di queste conferenze è stata l’iPhone Tech Talk World Tour a Roma dove apple ha presentato ufficialmente tecniche, statistiche, metodologie e case history sul come progettare e realizzare applicazioni per iPhone.

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September 24, 2008

Sono appena arrivato a San Francisco e ho colto l’occasione del viaggio per riflettere un po’ su un intervento sull’agile design che ho seguito durante il Web 2.0 Expo di New York.

Seguire un design e uno sviluppo agile è il modello che ritengo in assoluto più affascinante per chi punta alla qualità. Un processo rapido e focalizzato al risultato che permette specialmente nel nostro settore di creare prodotti innovativi e funzionali in un modello crescente.

Insomma una vera e propria panacea per molti progetti dal punto di vista teorico ma che nasconde a mio vedere una serie di inconvenienti dal punto di vista della sostenibilità nel nostro mercato sud europeo.

Il punto è che i processi agili richiedono il coinvolgimento di figure di alto livello che collaborano tra di loro in periodi contigui di forte concentrazione.

Questo significa ottenere in tempi brevi prototipi o prime versioni funzionali del prodotto dalla qualità eccelsa e perfettamente in tempo per il mercato, ma, significa anche bloccare completamente interi team di progettazione e sviluppo per tempi medio-lunghi (si parla di avere prodotti pronti al lancio in 2 cicli / 4 settimane ma completi e di ottima qualità dopo qualche mese).

Non è da nascondere che nel nostro mercato non sempre si punta alla qualità e che i clienti chiedono spesso una chiusura del progetto in tempi brevi e con costi contenuti.

Questo cozza nella pratica di tutti i giorni con la pratica definita precedentemente e succede così che chi fa “agile” si trova strozzato in pochi cicli, in tempi impossibili o semplicemente deve affrontare più progetti “mediocramente” perchè non ha i fondi per affrontarne uno “seriamente”.

Alla fine il risultato è sempre lo stesso: il prodotto è incompleto o di scarsa qualità

La domanda che dunque mi pongo è bisogna cambiare la mentalità della clientela/mercato portandola a comprendere i vantaggi di questi processi oppure identificare nuove strade che intermedino il tutto?

 
 
 

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