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Archivi della tematica "Design dell'interazione"

 
 

February 02, 2010

Questa domanda che ci trasciniamo fin dalla fine degli anni 90 ha avuto un’evoluzione nella risposta seguendo il mondo degli schermi disponibili su computer desktop e notebook.  Negli ultimi anni la risposta che si è man mano affermata è quella di una progettazione che sfrutti, al minimo, sino a 970px in orizzontale e almeno 550px in verticale all’interno del punto di vista dell’utente (senza scrollare).
Specifico al minimo perchè la tendenza i è sempre stata quella di un’aumento della risoluzione degli schermi e dunque dello spazio primario disponibile per progettare le nostre interfacce.
I designer di interfacce oggi cercano di sfruttare al meglio questo spazio sapendo che non è per forza necessario costringere tutta l’interfaccia all’interno del punto di vista primario dell’utente, ma che è comunque utile per avere una maggiore efficacia della stessa (a pari livelli di leggibilità e ordine nell’interfaccia).
Negli ultimi giorni però ho pensato se questa “verità progettuale” sia ancora vera e dando un occhiata alle statistiche di un po’ di grandi portali su cui ho la possibilità di operare mi sono reso conto che non è poi così vera.
Nell’ultimo anno con la grande diffusione dei netbook e con l’esplosione del mondo mobile (in particolare degli smarphone con full browsing) si sono largamente diffuse delle risoluzioni particolari che inficiano i precedenti ragionamenti.
In particolare ho notato una diffusione marginale (5-8%) di schermi a 800 x 600 px e una discreta diffusione (10-15%) di schermi a 1024 x 600 px, che dovrebbero essere proprio i netbook con i loro schermi tra i 10″ e i 12″ pollici di dimensione.
Dunque oggi come progettisti dovremmo tenere in considerazione questa ulteriore (de)evoluzione del mercato che di fatto, se si consoliderà nel tempo, ci offrirà un’area visibile fissa di circa 440px sull’asse verticale.
Se poi integriamo questa riflessione con la vecchia teoria (a più riprese sconfessata e riconfermata) che sui siti a sfondo informativo l’utenza effettua da 0 a 2,5 scroll in media (e l’efficacia d’uso dell’informazione è distribuita proporzionalmente sull’altezza) scopriamo che abbiamo perso una superficie utile di circa 275px in altezza (1100px contro 1375px in media).
Chiaramente queste riflessioni si basano al momento sull’ipotesi (ancora da verificare) che il comportamento degli utenti su schermi “grandi” sia il medesimo di quello che hanno su quelli più piccoli, ma se si dovesse rivelare vera alcune regole base della progettazione di interfacce dovranno essere adeguate alla nuova realtà.
Voi cosa ne pensate? Le statistiche dei vostri siti confermano queste risoluzioni? Avete dati per confermare o sconfessare questa ipotesi? :)

Questa domanda che ci trasciniamo fin dalla fine degli anni 90 ha avuto un’evoluzione nella risposta seguendo il mondo degli schermi disponibili su computer desktop e notebook.  Negli ultimi anni la risposta che si è man mano affermata è quella di una progettazione che sfrutti, al minimo, sino a 970px in orizzontale e almeno 550px in verticale all’interno del punto di vista dell’utente (senza scrollare).

Specifico al minimo perchè la tendenza i è sempre stata quella di un’aumento della risoluzione degli schermi e dunque dello spazio primario disponibile per progettare le nostre interfacce.

I designer di interfacce oggi cercano di sfruttare al meglio questo spazio sapendo che non è per forza necessario costringere tutta l’interfaccia all’interno del punto di vista primario dell’utente, ma che è comunque utile per avere una maggiore efficacia della stessa (a pari livelli di leggibilità e ordine nell’interfaccia).

Negli ultimi giorni però ho pensato se questa “verità progettuale” sia ancora vera e dando un occhiata alle statistiche di un po’ di grandi portali su cui ho la possibilità di operare mi sono reso conto che non è poi così vera.

Nell’ultimo anno con la grande diffusione dei netbook e con l’esplosione del mondo mobile (in particolare degli smarphone con full browsing) si sono largamente diffuse delle risoluzioni particolari che inficiano i precedenti ragionamenti.

In particolare ho notato una diffusione marginale (5-8%) di schermi a 800 x 600 px e una discreta diffusione (10-15%) di schermi a 1024 x 600 px, che dovrebbero essere proprio i netbook con i loro schermi tra i 10″ e i 12″ pollici di dimensione.

Dunque oggi come progettisti dovremmo tenere in considerazione questa ulteriore (de)evoluzione del mercato che di fatto, se si consoliderà nel tempo, ci offrirà un’area visibile fissa di circa 440px sull’asse verticale.

Se poi integriamo questa riflessione con la vecchia teoria (a più riprese sconfessata e riconfermata) che sui siti a sfondo informativo l’utenza effettua da 0 a 2,5 scroll in media (e l’efficacia d’uso dell’informazione è distribuita proporzionalmente sull’altezza) scopriamo che abbiamo perso una superficie utile di circa 275px in altezza (1100px contro 1375px in media).

Chiaramente queste riflessioni si basano al momento sull’ipotesi (ancora da verificare) che il comportamento degli utenti su schermi “grandi” sia il medesimo di quello che hanno su quelli più piccoli, ma se si dovesse rivelare vera alcune regole base della progettazione di interfacce dovranno essere adeguate alla nuova realtà.

Voi cosa ne pensate? Le statistiche dei vostri siti confermano queste risoluzioni? Avete dati per confermare o sconfessare questa ipotesi? :)

November 19, 2009

Google Chrome OS UI

di Luca Mascaro alle 19:59

Ecco il video del primo concept della GUI di Google Chrome OS

Anche le specifiche di interfaccia (ancora a livello di concept) stanno introducendo un set limitato ma molto efficace ed interessante di metafore che mischiate tra di loro dovrebbero fondare le basi per questo nuovo OS. Personalmente sono molto interessato alle possibili adozioni da parte delle applicazioni dei panels.

Che dire: trasparente, immediata, integrata in parole povere semplice :)

October 16, 2009

10 GUI è un interassante iniziativa online che attraverso un video ci mostra 10 possibili scenari possibili per un interazione naturale con le interfacce grafiche… tutto fattibile già oggi ;)

10/GUI from C. Miller on Vimeo.

Questa iniziativa tra l’altro ci mostra l’evidente GAP che si è formato negli ultimi 30 anni tra la metafora della scrivania e le nuove opportunità ottenute dall’hardware. Questa questione (che tra l’altro ha impegnato per anni geni come Raskin) purtroppo ad oggi non ha una risposta risolutiva specialmente se si voglia creare un interfaccia efficace ed efficente per tutto il mondo.

July 21, 2009

E da diversi mesi che discuto con Massimo Botta dell’organizzazione del nuovo Master internazionale in Interaction Design che sta costituendo a Lugano.

Finalmente il programma del master ha trovato una sua forma definitiva e sono aperte le iscrizioni. Il MAInD è un master multidisciplinare che si propone di dare delle solide basi di design dell’interazione in diversi campi (ambienti, artefatti, network e servizi) abilitando così i futuri progettisti a creare progetti che possano configurarsi nell’incrocio degli stessi.

Il corpo docenti proviene da differenti realtà internazionali anche con l’ottica di trasmettere una visione quanto più ampia possibile ai futuri allievi.

Per chi fosse interessato a sviluppare questa professionalità sono aperte le iscrizioni e i presupposti di questo master presentano un livello qualitativo di alto livello il che andrà tutto a beneficio dei futuri allievi.

May 04, 2009

Il cambiamento avviene

di Luca Mascaro alle 07:59

via meetingsalongtheedge

September 25, 2008

I vetri del futuro

di Luca Mascaro alle 07:30

Ultimamente faccio parecchie riflessioni sulle nuove frontiere che il design dell’interazione dovrà intraprendere entro qualche anno. Naturalmente i pensieri cadono su come il digitale pervaderà sempre di più le nostre vite integrandosi con gli oggetti quotidiani, in primis le nostre abitazioni.

Interaction design e architettura formeranno a mio vedere un buon connubio ed una possibilità è che entro qualche decina di anni per fare una casa verranno coinvolti non più solo gli elettricisti ma anche i designer dell’interazione :-)

Tornando al presente uno degli spazi più sfruttabili per creare installazioni interattive sono le vetrate che ogni casa ha sui suoi muri o all’interno come divisori. Immaginatevi (o più semplicemente andatevi a riguardare il film Iron Man) che il futuro schermo della vostra TV o del vostro computer siano le vetrate di casa e avrete di fronte solo l’1% degli scenari immaginabili.

Oggi per rendere un vetro interattivo in genere si rende opaco, gli si applica una pellicola con sensori ad induzione (per sentire il tocco) e vi si proietta l’immagine, un metodo efficace ma non applicabile ovunque ed in massa.

Partendo da una discussione fatta qualche mese fa con Leandro si stava ragionando sul fatto che il film degli schermi LCD è di fatto trasparente e dunque potrebbe essere tranquillamente applicato in una qualche sua forma ad un vetro, così ottenendo dei veri e propri schermi interattivi!

Resta comunque aperto il problema dell’alimentazione che però è stato risolto qualche giorno fa con l’annuncio da parte di un’azienda americana di una nuova tecnologia che permette di applicare una pellicola fotosensibile alle vetrate e ottenere elettricità dalle stesse.

Ho dunque di fronte agli occhi l’immagine di vetrate interattive che si autosostengono dal punto di vista energetico e che ci permetteranno di interagire con le nostre case e perchè no, anche con le nostre città per le strade.

January 27, 2008

L’affordance e l’intuitività di un interfaccia utente (sia fisica che digitale) sono tantopiù alte quanto i progettisti sono riusciti ad adeguarla ai comportamenti naturali dell’utente.

Nonostante è vero che i comportamenti in genere variano di utenza in utenza (contesto, personalità, cultura rendono unico ogni utente) vi sono delle basi d’interazione comuni per tutti gli esseri umani che in genere si riscoprono nei bambini piccoli.

Trovo dunque molto curiosi questi due video di un bambino di un anno che utilizza discretamente bene l’interfaccia dell’iPhone che da come si può vedere reagisce alle azioni d’interazione “istintive” che ha il bambino.

January 24, 2008

Segnalo grazie a Riccardo e Davide un interessante video di Edward Tufte che analizza in maniera molto razionale l’interfaccia utente dell’iphone con un’occhio particolare alla visualizzazione delle informazioni in un’interfaccia unificata.
A differenza di riccardo vedo più di due elementi chiave (risoluzione schermo hardware e design che elimina la spazzatura amministrativa) nel discorso di Tufte che a mio vedere va ben oltre portando una semplice ma inevidente lezione sul design delle interfacce: contenuto, contenuti, visualizzazione e interazione.

January 14, 2008

Sul sito dell’italian information architecture summit 2007 sono stati pubblicati i video dei vari interventi tra cui il mio su facetag.

Vi consiglio di guardarveli un po’ tutti in quanto il livello degli argomenti è molto alto, in particolare quello di Eric Reiss (che è un vero è proprio attore :)

January 05, 2008

Già qualche settimana fa la notizia aveva fatto il giro dei maggiori blog di interaction design/designer, Johnny Chung Lee sfruttando il wii mote e la tecnologia ad infrarosso aveva creato le basi per un sistema multi-touch domestico.

Ora è tornato alla ribalta presentando un primo prototipo avanzato con interfaccia e guanti dedicati (ha abbandonato la via oscura dello scotch) ottenendo così un vero simulacro di ciò che si può osservare nel film minority report.

 
 

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