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	<title>Luca Mascaro dot info &#187; Internet delle cose</title>
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		<title>Un web iperlocale è possibile!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 15:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Mascaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business e design strategico]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il web iperlocale nella definizione odierna corrisponde al concetto di copertura giornalistica e produzione di notizie estremamente locali che si è diffuso negli ultimi anni in tutto il mondo attraverso il web. Negli studi di questo fenomeno si sono notate più volte delle corrispondenze con la teoria della lunga coda e quella dei sistemi complessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il web iperlocale nella definizione odierna corrisponde al concetto di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hyperlocal">copertura giornalistica e produzione di notizie estremamente locali</a> che si è diffuso negli ultimi anni in tutto il mondo attraverso il web.</p>
<p>Negli studi di questo fenomeno si sono notate più volte delle corrispondenze con la teoria della lunga coda e quella dei sistemi complessi che porta a pensare come l&#8217;insieme del piccolo valore locale che emerge ogni giorno è più grande del valore globale apparentemente producibile. In pratica questo fenomeno fa pensare che nel medio-lungo termine una buona parte della generazione di valore online torni ad essere strettamente legata al locale e non al globale.</p>
<p>Personalmente da più di un anno mi interesso al fenomeno (in maniera corredata alle <a href="http://www.slideshare.net/lucamascaro/strutture-e-interfacce-adattative">interfacce adattative</a>) e rifletto su cosa implicherebbe allargare questo modello all&#8217;intero web creando così una vera realtà di web iperlocale.</p>
<p>Un web iperlocale sarebbe un web modellato sulle esigenze di una particolare città dove persone, servizi e informazioni sarebbero altamento contestualizzate luogo per luogo e tempo per tempo (praticamente degli <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bruce_Sterling">spime</a>). Per esempio potremmo avere delle chat tra le persone presenti in una piazza oppure la possibilità di vedere dove si trovano e come si muovono gli utenti con un particolare profilo in città creando così momenti di aggregazione randomici.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-677" title="iperlocale" src="http://www.lucamascaro.info/wp-content/uploads/2009/07/iperlocale1-550x425.jpg" alt="iperlocale" width="330" height="255" /></p>
<p>Altro scenario è quello di poter visualizzare dei siti particolari unicamente in certi momenti e luoghi all&#8217;interno della città perchè quegli stessi siti hanno senso solo in tale contesto.</p>
<p>Questi e tanti altri scenari potrebbero allargare la visione delle news iperlocali ad un <strong>web iperlocale</strong>.</p>
<p>Questo mio primo spunto di riflessione stampato su queste pagine digitali nasce dal fatto che recentemente ho avuto il piacere di portare questa tematica in prima persona all&#8217;interno di progetti reali che stanno o potrebbero sperimentare questa realtà.</p>
<p>Durante l&#8217;ultimo <a href="http://www.expo2015camp.org/">Expo2015Camp</a> ho presentato l&#8217;idea di una Milano dell&#8217;expo proiettata nel futuro (che probabilmente allora sarà già presente) dove la città non punti a creare nuove infrastrutture fisiche di aggregazione e spostamento ma ottimizzi i network già esistenti nel mondo fisico (ricordiamo che <strong>il primo social network è il bar da gigi :)</strong> ) attraverso l&#8217;iperlocalità (speriamo di avere presto i video).</p>
<p>Attualmente sto lavorando ad un progetto di iperlocalità su Trento, Rovereto e Riva del Garda sulla <a href="http://www.futur3.it/it/SC/2005/la_rete.html">rete Wi-Fi gratuita Luna</a> su cui spero dimostreremo presto i risultati di come il locale possa portare a monetizzare infrastrutture e servizi di rete globali.</p>
<p>Io credo che il web di domani sarà iperlocale e questo porterà ad una moltiplicazione degli scenari d&#8217;uso e dei servizi piazza per piazza e minuto per minuto, e voi ci credete?</p>
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		<title>Un mondo fatto di spime sempre più vicino (Open Spime)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 06:42:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Mascaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet delle cose]]></category>
		<category><![CDATA[connected objects]]></category>
		<category><![CDATA[open spime]]></category>
		<category><![CDATA[spime]]></category>

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		<description><![CDATA[Il concetto di oggetti SPIME (Spazio Tempo) è stato lanciato qualche anno fa da Bruce Sterling ed è diventato nel tempo un concetto base di quella visione futuristica (ma forse non tanto) della internet delle cose. Uno dei problemi principali nella realizzazione di questa visione è sempre stato quello dell&#8217;interoperabilità della comunicazione tra i vari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto di oggetti SPIME (Spazio Tempo) è stato lanciato qualche anno fa da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bruce_Sterling">Bruce Sterling</a> ed è diventato nel tempo un concetto base di quella visione futuristica (ma forse non tanto) della internet delle cose.</p>
<p>Uno dei problemi principali nella realizzazione di questa visione è sempre stato quello dell&#8217;interoperabilità della comunicazione tra i vari oggetti. Da ieri questo problema è meno sentito grazie alla nuova avventura di <a href="http://www.leeander.com">Leandro</a>: Open Spime.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://farm3.static.flickr.com/2241/2308045577_306ff8b600.jpg?v=0" alt="OpenSpime" /></p>
<p><a href="http://www.openspime.org">Open Spime</a> è un&#8217;architettura aperta ma anche un protocollo che permette di costruire reti di oggetti connessi (e sociali) e renderli interoperabili tra loro. L&#8217;iniziativa è nata qualche mese fa ma <a href="http://www.leeander.com/2008/06/openspime-inaugurata-la-community-degli-sviluppatori/">ieri</a> è stata lanciata la <a href="http://developer.openspime.com/">community degli sviluppatori</a> con la prima release pubblica del protocollo (con relative librerie).</p>
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