Arrivati a Tokyo, le prime impressioni

Eccoci giunti a destinazione, dopo quasi 16 ore di viaggio che definirei comunque confortevole, siamo nella grande Tokyo dove ad accoglierci troviamo un sole caldo accompagnato da un vento fresco che trasporta i primi petali di ciliegio che cadono.

Però non è questa osservazione che ci cattura l’attenzione, bensì il cercare di cogliere differenze nella struttura della città e nei suoi cittadini, alla ricerca degli effetti di questa grande catastrofe che è appena occorsa; anche perché stiamo comunque cercando una sorta di rassicurazione finale.

Dai finestrini dello Skyliner da Narita a Tokyo non riusciamo a cogliere alcun effetto del disastroso terremoto; tutte le case, anche le più vecchie nelle remote periferie della città, non mostrano alcun segno e se non lo sapessimo diremmo che la tragedia non è avvenuta. Raggiungiamo Tokyo alla vista del titanico Tokyo Sky Tree (impressionante) e iniziamo a percorrerne le vie.

Sembra assurdo per noi occidentali ma qui tutto appare nella normalità più assoluta: Ueno e piena di persone che si divertono per l’avvento dell’Hanami, le bancarelle vendono Taiyaki, il solito santone chiede l’elemosina di fronte al parco, e bambini e anziani giocano liberamente nei parchi. Comunque non c’è indifferenza poiché i pochi quotidiani che sono riuscito ad intravvedere ricoprono le prime pagine delle cronache di Fukushima, ma anche questo appare come normalità.

Ora siamo al solito Kikuya Ryokan, dove siamo stati accolti con umorismo dal solito omino del Ryokan (che a Napoli lo definirebbero una macchietta :), doccia e poi un primo giro di esplorazione della città.

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