La via per la libertà

Visto che per le pubblicazioni serie abbiamo già il nostro giornalista… a me non resta che commentare ogni tanto le parti più divertenti ^_^

Come ben sapete, anzi forse per niente, le tariffe dei treni a Tokyo variano in base alla distanza. Quindi in base alla mappa che molto spesso è un insieme di Kanji, vagamente riconoscibili per le fermate più popolari, per quelle meno popolari invece una sorta di enigma.

Al momento di fare il biglietto per la tratta dopo una lunga meditazione davanti alla mappa si decide la “potenziale” tariffa. Azzeccata per il 99% delle volte.

Ma che succede quando hai, pagato si, ma non a sufficienza?

La via per l’uscita passa attraverso un cancelletto, dall’apparenza innocuo, che ti invita senza sbarre o ostacolo di ogni sorta verso la libertà. Sicuri ormai delle nostre conoscenze di mezzi e tariffe ci avventiamo verso i cancelletti, Luca passa in prima posizione quasi fossimo in gara per la pole position. Infila il magico biglietto, passaporto per la libertà, e senza aspettare un responso sonoro da parte del marchingegno, ci si scaglia attraverso e nel microsecondo in cui realizza che il suono emanato è differente dal coro dei cancelletti accanto. Si ritrova, con estrema severità, due pannelli sparati sulle ginocchia.

Morale della favola: se fate il biglietto assieme a qualcuno, lasciatelo andare in avanscoperta. Soprattutto se tenete alle ginocchia!

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