Le assenze

Il giro di perlustrazione di oggi ci ha fondamentalmente confermato le prime impressioni, qui la vita sembra andare avanti senza troppi timori come abbiamo anche riportato sulle fotografie di oggi; ma qualcosa di diverso c’è, o meglio non c’è.

Ci sono delle grandi assenze in città che abbiamo iniziato a notare già dal volo Roma – Tokyo, dove su più di 200 passeggeri eravamo in 6 occidentali, e di fatto in tutta Tokyo ci sembra di essere rimasti in pochi alieni (avremo contato su una mano le persone occidentali che abbiamo incrociato in 5 ore di cammino).

Ma questa non è l’unica assenza segno della catastrofe trascorsa e delle paure odierne, in città infatti c’è meno rumore e scenografia, i negozi di Akihabara tacciono e restano opachi come a ricordare un rispetto collettivo verso l’accaduto.

Le bandiere su una scuola sono a mezzasta ma i bambini giocano nei suoi parchi mentre tutti camminano tra i viali di Ueno osservando i sakura che stanno per fiorire nel loro massimo splendore.

Questa è Tokyo oggi, 4 aprile 2011.

 

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